PNALM Interventi
30 Aprile 2026, 00:01
Al solito, non la raccontano mai tutta giusta!
Franco Zunino, Segretario AIW
E così, anziché salvare l’orso marsicano finiranno per portarlo al quel rischio di estinzione che vorrebbero evitare! Ci riferiamo all’ultimo orso liberato da un laccio d’acciaio che rischiava di farlo morire per asfissia o per denutrizione o per infezione conseguente alla ferita. Questi fatti – ci riferiamo al laccio – un tempo non avvenivano nella core area della popolazione (si intende l’areale primario di vita dell’orso nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nelle aree subito ad esso esterne); dove un solo fatto storico è stato accertato, negli anni ’Ottanta quando due orsi caddero in lacci di bracconieri (questi sì!!!) ma di cinghiali. Probabilmente è stata la stessa cosa di Civitella Roveto, perché non crediamo plausibile che si sia voluto catturare al laccio un orso marsicano come invece, per interessi “politici” e di parte, hanno relazionato le autorità del Parco e i membri delle ONG animaliste.
Ragionevolezza E BUON SENSO che latitano sempre quando si parla di queste personaggi. Infatti, l’obiettivo di quel laccio non era certo l’orso come loro amano farci credere, battendo il solito falso tasto del BRACCONAGGIO (all’orso, pratica inesistente in ABRUZZO, e da sempre!), ma caso mai il cinghiale. E il fatto che sia avvenuto in area esterna al suddetto areale primario, dove questi fatti non avvenivano perché la gente aveva ormai acquisto la consapevolezza della presenza dell’orso e ai suoi danni (finanche accettandoli: in fondo anche l'orso ha diritto di vivere!), e la prova provata di quanto rischio corrano gli orsi che quell'areale primario stanno abbandonando. Segno quindi che, come chi scrive va sostenendo da SEMPRE, è lo sbandamento della popolazione che mette a rischio l’orso marsicano; uno sbandamento che non è un bene come anche si ostinano a farci credere le suddette autorità e le ONG loro vicine; perché gli orsi vanno a frequentare luoghi dove l'uomo a sua memoria si erano dimenticati della presenza dell’orso (Civitella Roveto non rientra a pieno nell'area di sbandamento che ormai copre quasi mezzo centro Italia, ma neppure nella core area storica; caso mai dove la presenza dell’orso è sempre stata occasionale).
Se è, come è per LOGICA, bracconaggio al cinghiale il fatto, va chiamato per quello che è: BRACCONAGGIO AL CINGHIALE. Non bracconaggio all’orso! È una vecchia storia quella di creare un nemico per presentarsi come gli eroi che lo combattono!
Per non continuare a ripete le stesse cose – e ci rivolgiamo anche all’ISPRA che standosene Roma, come di solto fanno i politici e i funzionari pubblici, tende sempre a dare ascolto più alla “scienza” ancorché non sempre di buon senso, anziché al popolo rurale che i problemi li vive sulla propria pelle e sull’esperienza ancestrale delle generazioni. Coltivi e pecore sui pascoli è la soluzione del problema per salvare l’Orso marsicano. E “Recinti Finamore”, il mezzo per farlo; coltivazioni protette e riservate, unite a greggi "pubblici". Lasciando allo Yellowstone il songo del rewilding!

