Abruzzo Ambiente
22 Aprile 2026, 00:02
SUI LUPI AVVELENATI IN ABRUZZO
Franco Zunino, Segretario AIW
Ci sarebbe da dire tanto sui 10 (o sono 13?) lupi trovati morti nel Parco Nazionale d’Abruzzo verso la metà di aprile, ma sarebbero solo parole sprecate e conviene dire poco ma in chiaro, senza infingimenti ed omissioni (cosa in cui sono bravi altri!). Innanzi tutto i lupi in tutta sono, se non troppi, almeno tanti (l’Italia è il paese europeo con maggior numero di lupi!), e mantenerne basso il numero sarebbe la cosa più saggia e ragionevole da farsi, tanto più che molti di questi lupi sono anche ibridi e, se si può dire, bastardi, e la loro presenza non è che rischia di minacciare l’autoctona sottospecie italiana (Canis lupus italicus, scientificamente riconosciuto), vi contribuisce proprio! Ma non solo; in Abruzzo un’eccessiva presenza di lupi minaccia anche la sopravvivenza dell’Orso marsicano (predazione sui cuccioli, che non sempre mamma orsa può riuscire a difendere da ipotetici – ma possibili! – assalti dei branchi di lupi, come anche le stesse autorità, almeno in qualche caso, hanno avuto l’ardire (o il coraggio?) di riconoscere. Resta il fatto innegabile che minore è la presenza di lupi, minori sono le aggressioni agli allevamenti di animali domestici.
E minori sono le aggressioni minore è la rischio che si ricreei l'antico odio che quasi portò al suo sterminio. Quindi, ridurre la loro presenza fino ad un giusto e corretto equilibrio (non prendendo a campione uno stato di wilderness alla Yellowstone come vorrebbero i lupofili europei, ma un paese iper urbanizzato e coltivato come l’Italia!) è la prima cosa da farsi. La seconda è indennizzare VERAMENTE al 100% i danni arrecati. E in questo 100% vanno compresi anche i danni indiretti e quelli non tanto documentati, quanto almeno dimostrabili con testimonianze autocertificate, pena una condanna qualora poi dovessero risultare mendaci (come avviene per tutte le pratiche statali).
La vera “deterrenza” è questa, non quella richiesta dalle autorità, che recita: «Serve deterrenza. Quando si verifica un incendio boschivo, le zone percorse dal fuoco vengono interdette per cinque anni. Nelle zone in cui succede questo (gli avvelenamenti, ndr) si dovrebbe fare lo stesso: impedire caccia, pascolo e altre attività. Questa è la deterrenza, altrimenti le persone avranno sempre troppe possibilità di muoversi e resteranno impunite». Ecco, è proprio così che si fomenta l’odio vero il lupo e gli atti vendicativi per i danni subiti e mai o mal rimborsati! Per risolvere i problemi, quali essi siano, bisogna sempre andare alla loro radice, non proporre soluzioni inattuabili basandosi su interpretazioni fuori luogo come è l’esempio degli incendi boschivi (le cui aree si chiudono non per impedire altri incendi, ma per consentire alla vegetazione di riprendersi!). E che dire della dichiarazione del dirigente ISPRA il quale ha sostenuto che la zona de Parco Nazionale d’Abruzzo «è una delle aree del Paese dove più si è fatto per minimizzare i conflitti fra lupi, grandi predatori e allevatori. Dove il Parco compensa e paga la perdita di bestiame in tempi rapidissimi, con prezzi di mercato valutati in modo adeguato: Paga anche fuori dai suoi territori, nelle aree contigue», la quale fa a pugni con quanto dichiarato dal direttore del Parco, cioè che i pagamenti vengono fatti: «entro 60-90 giorni […] e nell’84% dei casi […] meno di una domanda su 5 viene esclusa».
Quali sarebbero i “prezzi di mercato valutati in modo adeguato”? Il prezzo di mercato non va valutato, cosa che si presta a contrattazione, magari per pagare il meno possibile: va solo PAGATO! Si risparmi sui lauti stipendi di certi dirigenti, o sugli interessati ed inutili Podcast, non sui danni arrecati dalla fauna! E, sembra poco “scartare meno di una domanda su 5”? D’altronde la stessa Regione Abruzzo ha stabilito che sui danni all’agricoltura arrecati dalla fauna in un solo anno tra il 2023 e il 2024, pari a 1.927.147 euro, ne sono stati pagati solo 676.065. Ecco, se si vuole conoscere le ragioni del perché dei criminali atti di avvelenamento, sono in queste dichiarazioni che vanno trovate! Perché è ovvio che il 1.251.082 euro mancante lo hanno pagato gli agricoltori! Per non dire di quanto dell’ammontare di 11.841.736 euro arrecati per incidenti automobilistici causati dalla grande fauna e dichiarati dalle autorità abruzzesi per gli anni dal 2021 al 2024 siano poi stati effettivamente rimborsati!
La grande fauna, che è patrimonio pubblico nazionale (quindi di TUTTI i cittadini) non la si difende facendone pagare il costo al solo mondo rurale (grazie al quale TUTTI i cittadini riempiono le borse quando frequentano i negozi e supermercati alimentari!). Un mondo rurale che quando si parla di grande fauna e sua esigenza di protezione, viene sempre più tartassato e anche vilipeso!

