Alto Sangro Ambiente
17 Aprile 2026, 00:02
Legambiente: “Il ritrovamento di cinque lupi morti è un fatto grave e inaudito
Frutto del clima di odio verso la fauna selvatica
U.S. Legambiente
“Il ritrovamento ad Alfedena, in un’area contigua al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, di cinque lupi morti è un fatto grave e inaudito, frutto del clima di odio creato in questi anni attorno alla fauna selvatica, delle leggi adottate dal governo, dalle richieste delle regioni e delle scelte di ridurre la protezione a livello UE. Chiediamo che venga fatta al più presto luce su quanto accaduto in Abruzzo e che si rafforzino le misure di prevenzione e controllo per salvare una specie che ormai è sempre più sotto attacco, anche per via del declassamento del suo status di protezione, avallato lo scorso marzo dal Governo che ha dato il via libera alla legge di delegazione europea. Se l’ipotesi di avvelenamento, che al momento è quella più accreditata, venisse confermata, è chiaro che c’è un problema grave da affrontare al più presto. L’avvelenamento è una pratica illegale, un atto criminale e crudele, che costituisce una delle principali cause di morte della fauna in natura. L’Italia deve, inoltre, colmare le lacune normative in fatto di tutela animale, recependo entro maggio la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente che prevede tra l’altro che i paesi membri istituiscano dei veri propri delitti per il bracconaggio e il traffico illecito di animali”, con almeno tre anni di carcere. Non sono ammessi più ritardi, questo il commento di Stefano Raimondi, responsabile nazionale biodiversità di Legambiente.
Il quadro generale si aggrava con la calendarizzazione in Aula al Senato, a partire dal 15 aprile, del DDL 1552, uno dei tentativi più radicali e profondamente sbilanciati di modifica della legge 157/1992. Legambiente ricorda che il testo interviene in maniera fortemente peggiorativa su aspetti cruciali come la tutela della fauna (di cui il lupo è una componente ecologicamente essenziale); l’uso del territorio; la sicurezza dei cittadini; la legalità e il funzionamento delle istituzioni. Inoltre, il disegno di legge non rafforza gli enti preposti alla vigilanza venatoria, come CUFAA, polizie metropolitane e provinciali e vigilanza volontaria. Questa assenza è ancora più grave perché il sistema soffre già di una cronica carenza di personale, mezzi, strumenti e risorse.

