PNALM Ambiente
1 Aprile 2026, 00:19
Una vittoria della democrazia liberale
Franco Zunino, segretario AIW
Si è “sfidato” il Popolo, e il Popolo ha vinto! Ora speriamo che la volontà del Popolo sia anche rispettata (il Sindaco lo avrebbe già assicurato). È successo a Pescosolido (Frosinone), dove il Comune, al quale era stato proposto di annettere al limitrofo Parco Nazionale d’Abruzzo un settore di pendice montana di circa 300 ettari della selvaggia Val San Pietro (o Lacerno). Dopo oltre un anno di dibattiti, incontri e discussioni per portare il Consiglio comunale a delibere l’assenso all’ampliamento nonostante una forte presa di posizione contraria della popolazione - al sostegno della quale era stata chiamata anche l’Associazione Wilderness (l’AIW partecipò a più di un dibattito, con la presenza dell’ex Presidente nazionale Germano Tomei, e, almeno una volta, del Segretario Generale Franco Zunino), l’amministrazione comunale è stata costretta ad indire un referendum popolare che, tenutosi domenica 29 marzo, è stato vinto dall’opposizione con 488 voti contrari (il 64%) contro 398 a favore. In pratica, come detto all’inizio, si è “sfidato” il popolo e la maggioranza del popolo ha risposto negativamente. Infatti con questa decisione la gente locale, che possiede inalienabili diritti civici su quel territorio, ha stabilito che questi diritti sono superiori a quelli di chi ne accampava (furbescamente?) altri (la protezione di un bene nazionale, solo moralmente pubblico) per poter imporre la scelta politica compiacente decisa dalla maggioranza in Consiglio comunale. Una rappresentanza pur legittima, ma che avrebbe voluto dire imporre al suo popolo un vincolo che, almeno di fatto, sarebbe divenuto una PERENNE perdita dei suoi diritti civici contemplati per quei terreni fin da tempi immemori. Con il referendum si è respinta l’iniziale arroganza di chi credeva di poter decidere, senza il consenso popolare, se fosse stato giusto o meno sottoporli al vincolo imperituro che la scelta avrebbe rappresentato (infatti, inizialmente ci si era ben guardati dal chiedere un parere ai propri cittadini, come peraltro già in passato non fu mai chiesto in altri Comuni che, a colpi di maggioranza consigliare, autorizzarono precedenti ampliamenti!). L’AIW, chiamata in causa da un Comitato locale di cittadini, fin dall’inizio si è opposta a questo ampliamento, ma non per contrarietà alla tutela di quei trecento ettari (che peraltro erano già stati dalla stessa proposti come Area Wilderness), ma perché lo si voleva fare senza rispettare i diritti civici, liberi e democratici dei cittadini di Pescosolido; ed anche perché quella zona è già sottoposta a tutta una serie di vincoli: da quelli di fascia contigua del Parco, a quelli europei di Zona Speciale di Conservazione, peraltro dallo stesso Parco gestiti (sebbene anche quei vincoli fossero stati imposti in modo assolutamente non democratico!), a quelli di Oasi di protezione della fauna (cosa che avrebbe comportato il suo spostamento ad un territorio similare ad essa esterna ed oggi aperto alla caccia!). In pratica, una falsa esigenza di protezione, con la quale si voleva motivare l’ottenimento di contributi pubblici; contributi magari per opere discutibilmente utili e che anche avrebbero rischiato di snaturare propria la zona contesa per adeguarla ad usi turistici non propriamente compatibili vista la selvaggità della zona (in antitesi alla compatibilità rurale e pastorale di oggi). Accorpare questo settore di montagna al Parco Nazionale avrebbe voluto dire perdere ogni diritto della popolazione locale, la quale ogni cosa che avesse voluto praticarvi (pascolo, raccolta di tartufi e altri usi delle risorse naturali), avrebbe potuto farlo ma sempre solo alla condizione di richiedere e ottenere il consenso del Parco (ad esempio, tenere i cani da tartufi al guinzaglio, comunicare il numero di armenti e che non superi quelli stabiliti dal Parco): un vincolo che rappresenta già di per sé la perdita di un diritto di libero possesso! E, ultimo ma più importante VINCOLO, l'impossibilità futura di decidere di uscire dal Parco (la legge italiana prevede la richiesta del consenso dei cittadini locali per entrarvi, ma non la possibilità un domani di uscirne!). Quindi, una vittoria della democrazia liberale piuttosto che una sconfitta di un’esigenza protezionistica, peraltro ottenibile lo stesso (come da anni l’AIW è andata proponendo) ma proprio nel rispetto dei diritti che l'eventuale vittoria di chi voleva l'annessione al Parco avrebbe impedito.

