PNALM Interventi
4 Marzo 2026, 00:12
UN ALTRO "PATOM"? UNA PRESA IN GIRO!
Franco Zunino, segretario AIW
Nasce la task force italiana per contrastare il fenomeno del bracconaggio e contrastare trafficanti di animali e cacciatori di frodo. Saranno i carabinieri forestali a guidare un team di enti, associazioni e forze di polizia per la tutela della biodiversità. Con un obiettivo primario: proteggere tre specie target (orso bruno marsicano, anguilla europea e capovaccaio) e creare metodi di indagine e repressione degli illeciti da esportare all’estero. Perché i reati contro la fauna selvatica sono la quarta attività criminale più rilevante a livello mondiale.»
Ma se il famoso, autorevole, potente, PATOM di oltre un decennio fa non risolse nulla, almeno per l’orso marsicano non cavò un ragno dal buco e l’orso marsicano è rimasto sempre l’animale tribolato di oggi, dobbiamo illuderci che ora una TASK FORCE (neanche fossimo in guerra!) servirà a qualcosa? Anche perché almeno la logica ci dice che ne andranno a fare parte le stesse persone (almeno quelle non andate in pensione). E se così sarà, come non può che essere per ovvie ragioni, cosa tireranno fuori dal cilindro queste persone, se non le stesse cose che tirarono già fuori all’epoca del PATOM? E se il buon giorno si vede dal mattino, più che il dubbio c’è la certezza! Leggiamo cosa si è scritto e diffuso, in merito all'orso marsicano, nel comunicato ripreso dai media che lancia l’iniziativa. (cosa che non è già un buon segno, visto che piuttosto che questa ultima genialità, sarebbe stato meglio se le autorità avessero iniziato ad operare sulla base di quanto da anni, decenni, e fin dallo storico primo studio degli anni ’70, alle stesse è stato proposto)! Per cui… rassegniamoci, ci sarà senz’altro una profusione di proposte, ma NON QUELLE DI CUI C’È IL BISOGNO PER SALVARE L’ORSO MARSICANO! Noi aspettiamo fiduciosi, ma anche scettici. Alle autorità l’ardua sentenza, sperando che tra qualche anno non si debba fare l’abbinamento fallimentare TASK FORCE = PATOM!
Ecco cosa hanno riportato i media in merito a quanto questa Task Force dovrebbe fare per l’orso marsicano (lasciando ad altri eventuali commenti sul Capovaccaio e sull’Anguilla europea).
Si noti bene, una task force per combattere il bracconaggio, che in Abruzzo non c’è mai stato nel senso che si cerca di far credere ai cittadini che esista – perché le uccisioni per rivalsa per danni subiti non possono definirsi “bracconaggio”: caso mai uccisioni illegali in quanto si è ucciso un animale protetto. Il bracconaggio come lo intende la vulgata è la ricerca dell’animale per poterlo uccidere a scopo alimentare o trofeistico, non come si cerca di far credere (tant’è che in Abruzzo non è stato mai dimostrato una sua incidenza tale da giustificare una task force!). In quanto alle forze di polizia, è il caso di far notare come nell’area dell’Abruzzo centrale, tra Parchi, Stazioni ex Forestali e vigilanza volontaria esistono già più guardie che non in tante altre aree del mondo dove, certamente sì, il bracconaggio esiste. Dire che esiste in Abruzzo non è altro che un insulto alla popolazione abruzzese alla quale si deve proprio la salvezza dell’orso, per averlo rispettato più di quanto non abbiano fatto altre popolazioni in altri luoghi abitati da quest’animale! E questo è un merito che va dato alla gente d’Abruzzo, anziché far credere che sia stata artefice della sua diminuzione! E, in quanto “all’esportare l’esperienza all’estero”… Beh, lasciamo perdere vista la scarsa stima che nel mondo hanno, purtroppo, le esperienze italiane!
«Sottospecie dell’orso bruno comune, oggi sopravvive in una cinquantina di esemplari, perlopiù all’interno del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.»
“Perlopiù all’interno del Parco”? Ma non si è ampiamente dimostrato, riconosciuto dalle stesse autorità, che oggi gli orsi vivono perlopiù fuori dal Parco, e dove anche vi vivrebbero meglio?
«Troppo pochi per garantire continuità alla specie, che dovrebbe avere numeri almeno doppi. I problemi riguardano una carenza di habitat e di cibo e soprattutto le interferenze umane.»
“Carenza di habitat e di cibo e soprattutto le interferenze umane”? Ma non si è sempre sostenuto che l’orso marsicano non ha di questi problemi? Né di cibo né di interferenze umane (leggasi turismo), come invece chi scrive sono anni che lo va sostenendo?
«Fenomeni di bracconaggio, incidenti di caccia durante le battute al cinghiale, uccisioni volontarie (il caso dell’orsa Amarena è esemplare e si attendono ora gli esiti giudiziari della vicenda), collisione con veicoli (morì così l’orso Juan Carrito), occupazione dei territori.»
“Incidenti di caccia”? E chi li ha mai segnalati? Non è che siano solo nella fantasia degli anticaccia? “Uccisioni volontarie” e “collisioni con veicoli”? Vero, ma alla radice di questi problemi non c’è forse il fenomeno emigratorio dispersivo segnalata da anni dal sottoscritto? Per cui, il fenomeno andrebbe risolto risolvendo il problema alla radice, e non già ignorandolo e cercando altri accorgimenti per far sì che tali mortalità non si verifico più, o solo molto raramente come era un tempo!
«Anche l’utilizzo di bocconi avvelenati nelle aree di ricerca del tartufo, specialmente nelle zone a margine del Parco. […] attività condotte illegalmente e sotto scarsa sorveglianza.»
“Utilizzo di bocconi avvelenati”, certamente vero in alcuni casi. Ma siamo certi che sia per rivalità di tartufai e non già anche per rivalsa di danni subiti (oggi perlopiù orti, stalle, abitazioni!) e mai pagati o malamente pagati, o problemi di convivenza non risolti?
CONCLUSIONE. Come mai in tutte le casistiche sulla mortalità non ne esiste una per gli orsi morti a causa di mala-gestione dei problemi che affliggono questa popolazione, con discutibili manipolazioni di individui da parte delle stesse autorità e studiosi, o per mancati interventi preventivi di fronte ad incidenti riconducibili proprio a questo? Eppure è notorio, almeno per chi si occupa di quest’animale da anni e alle stesse autorità, di quanti orsi negli ultimi decenni siano morti per queste ragioni! Come mai non se ne parla mai, né se ne rende conto al pubblico almeno con una casistica specifica? Paura del dato che risulterebbe se lo si mettesse in percentuale?

