A Sulmona, nasce il Circolo "Piero Gobetti e Ada Prospero"

La "Rivoluzione Liberale" riparte dalle energie del Sud

Non una semplice inaugurazione, ma una "rinascita" civile e culturale. Con il taglio del nastro della nuova sede in via Ercole Ciofano, Sulmona riabbraccia l'eredità di Piero Gobetti e, per la prima volta, quella di Ada Prospero. Si è conclusa così la rassegna "Energie Nove. Per una nuova primavera gobettiana", inserita nel programma nazionale per il centenario della scomparsa del grande intellettuale torinese.
 Il momento centrale della giornata conclusiva è stata la lectio inauguralis di Pietro Polito, direttore del Centro Studi Gobetti di Torino, dedicata a "Piero Gobetti e la questione meridionale". Polito ha scardinato il luogo comune di un Gobetti puramente "piemontese", dimostrando come i suoi veri maestri fossero tre grandi meridionali: Gaetano Salvemini, Giustino Fortunato e Benedetto Croce.
 "Gobetti eredita da loro non solo una vocazione, ma un metodo" ha spiegato Polito. Passando dal "meridionalismo dei padri" a quello degli eredi (come Guido Dorso e Tommaso Fiore), Gobetti trasforma la questione meridionale da problema geografico o tecnico a questione eminentemente politica. Il cuore del pensiero gobettiano, secondo Polito, risiede nel meridionalismo dal basso: non l'attesa di provvidenze governative o assistenzialismo, ma l'organizzazione delle "energie meridionali" che si attivano autonomamente nel proprio territorio.
 A conclusione della rassegna, Mariachiara Guerra, promotrice dell'iniziativa e figlia di Peppe Guerra (che già negli anni '50 aveva fondato un circolo Gobetti a Sulmona), ha tracciato un bilancio:
 Rinascita e Futuro: "Questa non è una nascita ma una rinascita. Nel 2026 ci è sembrato fondamentale dedicare il circolo non solo a Piero Gobetti, ma anche ad Ada Prospero, intellettuale di eguale statura, per una prospettiva che nel 2028 ci porterà a lavorare specificamente sulle questioni di genere".
 Memoria Viva: I locali del circolo ospitano cimeli, manifesti del Partito Socialista e oggetti personali di Peppe Guerra, testimonianza di un amore profondo per la cultura e per il territorio sulmonese.