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28 Marzo 2026, 00:03
MARZO E I TRE GIORNI DELLA VECCHIA
Redazione
Da domenica ci troveremo nel pieno dei cosiddetti “Giorni della vecchia”, una leggenda popolare abruzzese che abbraccia gli ultimi tre giorni di marzo: il 29, 30 e 31. che sono i più freddi del mese con pioggia, neve e gelo.
In questi giorni la conferma è clamorosa. Un ciclone di origine artica ha investito l’Italia portando un tracollo termico di 10-15 gradi rispetto alle medie stagionali, portando venti di tramontana e neve.
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Si racconta in Abruzzo e nei nostri paesi montani che un vecchia pastora, conoscendo bene il carattere lunatico e dispettoso di Marzo, decise di giocare d'anticipo per salvare il suo gregge. Ai tempi di questa storia il mese aveva 28 giorni.
Ogni mattina, Marzo si affacciava dal cielo e chiedeva alla donna: "Ehilà, pastora! Dove porterai le tue pecore a pascolare oggi?"
La vecchia furbescamente rispondeva l'esatto opposto della sua reale intenzione: se decideva di andare in collina, diceva: "Oggi vado in pianura, dove l'erba è più tenera!"
Allora Marzo, per farle un dispetto, scatenava grandine e gelo in pianura, mentre la vecchietta se ne restava tranquilla al sole in collina.
L'inganno funzionò per quasi tutto il mese. la vecchia era entusiasta: il suo gregge era grasso e in salute, mentre Marzo schiumava di rabbia per non essere riuscito a colpirla neanche una volta.
Arrivato il 28 marzo la pastora non riuscì a trattenersi. Pensando di aver ormai vinto la partita, quando Marzo le chiese dove sarebbe andato, lei rispose ridendo: "Oggi vado in montagna, caro Marzo! E anche se mi farai piovere in montagna, domani sarà Aprile e io avrò vinto!"
Marzo, sentendosi umiliato, corse da Aprile e gli disse:"Aprile, fatrello mio, prestami tre giorni, che alla vecchia devo far crepare il gregge”.
Aprile acconsentì. Nei tre giorni successivi Marzo scatenò l'inferno proprio lì dove si trovava la pastora. La neve cadde così abbondante che il gregge morì congelato.
Questa leggenda serve a spiegare un fenomeno meteorologico reale: i colpi di coda dell'inverno.

