TRE FOTOGRAMMI

Tre fotogrammi della mia vita: l’infanzia, l’adolescenza, l’età adulta

Mio padre
Di domenica papà.
Per mano strette le due bambine alle sue.
Il sole alto e perpendicolare e la strada accecata.
I cappellini le scarpe i vestitini i secchielli i guantini
non spengono la violenza dell'ora, tu indomito.
Alla cucina ampia che ha lavorato il cibo e rilasciato gli aromi
siedono tutt'attorno, quando la giacca ti libera, la cravatta resiste.
Si bisbiglia, alzano i suoni si ride si va per ordine: prima i bambini.
Santa Maria degli Angeli era stracolma, la mamma non si meraviglia.

L’inverno
L'inverno è una stagione così piena di promesse, di terra speziata di colori che stanno per esplodere,
di crocus impazienti, di giovani con lo zaino, di acqua tiepida: è in arrivo la primavera, mi trova
impreparata. Allora di gran fretta intreccio ghirlande e sciolgo le trecce bionde e vesto fiori e
mangio primule e, poi, mi faccio cullare da chiare e fresche e dolci acque.
Rimpiango l'acqua tiepida sotto la coltre spessa di ghiaccio del ventre materno, a mia difesa dalla
invadenza della primavera che mi vuole viva a tutti i costi e che mi chiede di sorridere di danzare di
amare di affaticarmi e, poi, mi fa starnutire e piangere.
Ritorno in acqua.

Le primule
Lungo la ferrovia e tra i sassi le
primule flettevano al vento, ma poi
vivaci ecco riemergere le corolle.
Ridevano e sfidavano fiere la folata
prossima ad investirle.