Abruzzo Ambiente
19 Marzo 2026, 00:10
In Abruzzo non esiste solo un problema orso marsicano, ma anche un problema cervo
Franco Zunino, segretario AIW
Forse in Abruzzo qualcuno ha cominciato a rendersi conto che non esiste solo un problema orso marsicano, ma anche un problema cervo. Da altre parti avrebbero da tempo stabilito che la presenza eccessiva di questi animali andava controllata con una riduzione del loro numero (si pensi che all’epoca delle prime liberazioni ci furono esperti – fior di esperti! – tedeschi che già avevano preannunciato questa necessità, e che sarebbe stato il caso di tenere la popolazione sotto controllo fin dall’inizio, forti di loro esperienze e studi), ma da noi si deve sempre aspettare che i buoi scappino dalla stalla prima che qualcuno decida che forse era il caso di chiuderla. Quell’esperienza avrebbe dovuto farci capire che ben presto un’eccessiva presenza di cervi e di cinghiali avrebbe messo a rischio prima le antiche faggete d’Abruzzo (le foreste della Baviera ed il Bosco del Cansiglio veneto insegnano!) e poi anche l’orso marsicano per tante ovvie ragioni (almeno per chi conosce questi animali, e queste foreste). Ma l’imperante animalismo ha sempre fatto allontanare il momento di decidere un intervento di controllo riduttivo delle loro popolazioni, la cui crescita incontrollata ha creato oggi un problema sempre più vistoso.
Bisognava prima superare il tabù tipicamente italiano che nelle aree protette non si deve MAI sparare! Un tabù basato sull’ignoranza di tanti, per cui come sono cresciuti i cervi e i cinghiali così è cresciuto il tabù! Ora si apprende che di fronte ai milioni di euro di danni arrecati dai cervi alle coltivazioni (si parla di circa 2milioni di euro di danni arrecati in un solo anno, con rimborso di soli circa 700mila euro!) e alle centinaia di incidenti automobilistici (si parla di circa 2/3milioni di euro all’anno di danni causati da circa 800 incidenti!) che forse è il caso che le autorità si sveglino. E allora, sempre all’italiana, per intanto hanno indetto il solito convegno perdi tempo per stabilire l’ovvietà! Si terrà a Sulmona il prossimo 8 aprile, e vi parteciperanno pezzi grossi dell’ambientalismo competente ed autorità dirigenziali delle aree protette.
PREVISIONE: i primi parleranno probabilmente bene e dimostreranno la necessità di far intervenire i cacciatori o chi per essi (ma sarebbe la cosa peggiore!); i secondi porranno i paletti affinché non si intervenga o si intervenga solo simbolicamente (qualcuno ha presente il risultato del ridimensionamento della protezione data al lupo?). E quindi tutto proseguirà ancora a lungo come prima: i cervi a fare danni a colture e foreste e all'orso marsicano, le autorità regionali a pagare il meno possibile questi danni! In pratica, anziché fare il loro dovere di politici e di gestori delle aree protette, politicamente “pesando” se nelle urne contino più gli allevatori o gli animalisti, faranno quello che nel nostro paese di solito si fa di fronte ad ogni problema impopolare: rimandare tutto alle calende greche indicendo un convegno, creando un apparato che se ne occupi (es. Patom o Take Force) o finanziando la stampa di un libro sull'argomento! Classico fumo negli occhi all'opinione pubblica!

