Editoriali
16 Marzo 2026, 00:20
Il lunedì del direttore
Medio Oriente: la guerra di Trump
Roberto Grossi
Da Cristiano nei rapporti sociali cerco di seguire con tutte le mie intenzioni la dottrina di Cristo, mentre per l’aspetto cognitivo l’insegnamento di Socrate. Mi succede di cadere sovente nelle grinfie dei vizi capitali, non fortificato appieno dalle quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza), nonostante la mia tarda età.
Politicamente sono un liberale; per definirmi meglio, un liberale di sinistra, cioè un liberal socialista. Come tale condanno ogni sopruso, ogni forma di autoritarismo, ogni umiliazione, ogni povertà, ogni disuguaglianza, ogni discriminazione, ogni ingerenza sugli Stati, liberi di autodeterminarsi.
Condanno, quindi, la guerra Russo-Ucraina, quella in Medio Oriente e tutte le altre che si combattono sulla Terra.
Guerre terribili, perché si usano mezzi di distruzione di massa, che piovono dal cielo, guidati da intelligenze artificiali che non hanno cuore. Non colpiscono solo centri di poteri, depositi di armi, zone strategiche, ma anche ospedali, asili, piazze, depositi energetici. Le conseguenze sono gravi, perché gettano intere popolazioni nel freddo e nella fame, con crisi umanitarie che hanno ripercussioni su tutti i Paesi dell’intera area.
È la guerra di Trump che non rispetta i diritti internazionali, né tantomeno gli stessi Americani, che manda a morire per una guerra che non è la loro. Non sta capovolgendo neppure il regime autoritario, perché con l’assassinio di Ali Khamenei nulla è cambiato.
Il popolo iraniano ha una lunga storia di civiltà e non rinuncerà alla propria dignità nazionale per alternative al regime che arrivino su portaerei americane. L’opposizione c’è, ma nessuno accetterà che altri decidano per loro, che tradiscano la loro dignità.
Sono eredi dell’Impero Persiano di Ciro il Grande, che per le sue conquiste fu il secondo dell’antichità, dopo quello romano e macedone. La democrazia non si esporta. L’Iraq ne è un esempio.
Trump ha iniziato la guerra nella convinzione di imporre una resa rapida, ma l’Iran tuttora conserva capacità di risposta, margini di escalation e soprattutto il potere di renderla insostenibile agli Stati Uniti. L’Iran non sta collassando e non ha alcuna intenzione di arrendersi.
La Russia cosa pensa di questa guerra?
Per Mosca questa guerra è un dono prezioso di Trump, perché gli Stati Uniti stanno consumando risorse preziose a danno dell’Ucraina, come i Patriot e i THAAD che vengono impiegati in Medio Oriente. Anche sul piano economico la Russia trae beneficio dal conflitto, perché se il flusso di petrolio e gas proveniente dal Golfo si riduce, la richiesta va necessariamente verso i Russi.
E L’Europa?
Gli Europei fanno quasi sempre ciò che gli Americani chiedono: si allineano, salvo eccezioni come la Spagna. Secondo esperti militari, hanno paura che gli Stati Uniti riducano la loro presenza militare in Europa abbandonando la Nato.
Ieri le cronache di guerra hanno riferito di un attacco a una base italiana in Kuwait.
Si spera per l’Europa che il Presidente americano non faccia la fine di Napoleone III a Sedan, in guerra contro la Prussia, che vedeva come una minaccia per la Francia.

