Abruzzo Interventi
3 Febbraio 2026, 07:38
Tunnel di lava su Venere: stimate le dimensioni
Eleonora Ferroni
Un articolo pubblicato su Icarus definisce i limiti dimensionali dei condotti lavici sotterranei di Venere, il “gemellodiverso” della Terra, fornendo indizi preziosi per le future missioni spaziali che lo visiteranno e ne studierannol’intensa attività vulcanica. «Larghezze comprese tra 80 e 900 metri e tunnel alti fino a 200 metri», spiega PieroD’Incecco, ricercatore all’Inaf d’Abruzzo e coautore dello studio
Immaginare i vulcani di Venere soltanto come immense distese di lava e calore soffocante in superficie potrebbeessere riduttivo. Parte della storia geologica del pianeta potrebbe infatti nascondersi nel sottosuolo, all’interno deicosiddetti tunnel di lava (lava tubes, in inglese): condotti naturali formati da colate laviche che, raffreddandosi insuperficie, creano una crosta solida al di sotto della quale il magma continua a scorrere. Una volta svuotati, questi tunnel diventano delle grotte, vere e proprie “cattedrali” sotterranee.
Ma quanto possono essere grandi queste strutture prima che il peso della roccia le faccia crollare? Un nuovostudio, pubblicato sulla rivista Icarus e condotto da ricercatori del Politecnico di Breslavia, dell’InternationalResearch School of Planetary Sciences presso l’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara e dell’Istitutonazionale di astrofisica (Inaf), ha cercato di fornire una risposta quantitativa, definendo i limiti dimensionali di tali“percorsi” lavici sotterranei su Venere, il “gemello diverso” della Terra, fornendo indizi preziosi per le futuremissioni spaziali che lo visiteranno e ne studieranno l’intensa attività vulcanica.
Utilizzando simulazioni numeriche avanzate (note come finite element limit analysis), il team ha testato la stabilitàdei tunnel venusiani sotto diverse condizioni di resistenza della roccia. «I risultati mostrano che, a seconda dellacompattezza del suolo, queste strutture possono raggiungere dimensioni impressionanti: larghezze comprese tra80 e 900 metri, fino a sfiorare il chilometro, e tunnel alti fino a 200 metri», spiega Piero D’Incecco, ricercatorepresso l’Inaf d’Abruzzo e coautore dello studio. «Negli scenari in cui la roccia è più debole o fratturata, invece, lelarghezze massime stabili possono essere molto più contenute, nell’ordine di circa 100 metri».
«Questi dati non sono solo teorici»,aggiunge D’Incecco. «Ledimensioni ottenute dallesimulazioni sono coerenti con icanali lavici osservati sullasuperficie del secondo pianeta delSistema solare. E ciò fornisce unaguida concreta su cosa cercarecon le future missioni spaziali».
Il lavoro introduce, infatti, vincolifisici cruciali per l’interpretazionedelle firme geologiche del pianeta.«Sapere quanto può essere largoun tunnel stabile aiuta gli scienziatia identificare strutture come le pitchains (catene di crateri dacollasso), gli skylights (aperture sulsoffitto del tunnel) o anomalie digravità che potrebbero indicare lapresenza di vuoti sottostanti»,conclude il ricercatore, esperto digeologia planetaria.
Il contributo dell’Inaf è statofondamentale per collegare imodelli matematici di stabilitàall’inquadramento geologicoplanetario di Venere. Lo studio siinserisce strategicamente nellapreparazione scientifica alleprossime grandi missioni versoVenere, fornendo criteri per l’analisi dei dataset ad alta risoluzione che arriveranno nel prossimo decennio.
Il lavoro rafforza inoltre il ruolo dell’Istituto nazionale di astrofisica nello studio degli analoghi terrestri, strumentiessenziali per decifrare la complessa geologia di Venere attraverso il confronto con aree del nostro pianeta dallecaratteristiche analoghe. Tale attività fa parte del progetto internazionale Avengers (Analogs for Venus’Geologically Recent Surfaces), coordinato dall’Inaf. Nei prossimi anni, Avengers analizzerà i vulcani attivi sullaTerra come veri e propri “gemelli” dei sistemi eruttivi venusiani, fornendo la chiave di lettura necessaria perstudiare l’attività geologica recente e, probabilmente, ancora in corso sul pianeta.

