Abruzzo Ambiente
27 Febbraio 2026, 00:23
Una risposta a Dacia Maraini
ECCO PERCHÉ I LUPI VANNO GESTITI
Franco Zunino, segretario AIW
Dacia Maraini, che è un'ottima scrittrice, ma una pessima ambientalista, un animalista convinta ma una totale inesperta di animali selvatici, ha recentemente rilasciato un’intervista al sito ilcentro.it/abruzzo sul «perché i lupi vanno protetti e non cacciati.» Un'intervista richiestagli, ovviamente, non perché essa sia esperta del problema, ma probabilmente solo perché persona famosa e in grado di influenzare l’opinione pubblica; opinione pubblica che notoriamente ritiene che alla fama di una persona si abbini in automatico un esperienza in ogni campo che la stessa decida, o gli venga richiesto, di dire la propria! Vediamo cosa ha detto del lupo.
«Il declassamento del lupo consentirebbe l’uccisione di questo splendido animale.»
A parte il fatto che la bellezza non c’entra nulla sulla necessità che lo Stato, la Società e chi per essi debba intervenire per sanare una situazione incontrollabile altrimenti. Ed è il caso del lupo, che ovviamente non va sterminato, né ucciso per piacere, ma solo ridotto di numero per mantenere la sua popolazione in equilibrio con le altre esigenze sociali esistenti nel nostro paese, che non è Yellowstone, né il Canada, l’Alaska o la Siberia dove certi animali possono crescere e regolarsi in autonomia biologica (il grande cerchio della vita che tanti dispiaceri dà agli animalisti, e di cui devono chiedere conto, se mai, al solo Creatore!).
«Io sono per il mantenimento della protezione del lupo come specie protetta e in via di estinzione. Penso che abbiamo fatto strage di animali selvatici. Ora basta.»
Mantenere una specie animale sotto una forma di protezione non vuole dire impedirne sempre la sua uccisione, ma solo impedirlo fino a quando il suo numero non diventi un problema per il rispetto di esigenze sociali umane, e non mettano a rischio altre specie animali o floristiche. E in Italia il lupo oggi rientra pienamente in questa casistica (lo sa la Maraini, la quale vive anche saltuariamente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, che gli stessi cuccioli di orso bruno marsicano possono essere a rischio di predazione da una eccessiva presenza di lupi? – anche se questa ipotetica verità viene sempre tenuta nascosta o ignorata per ragioni di convenienza animalista!).
«Il mondo ha una sua armonia, un suo equilibrio ecologico che va rispettato. Altrimenti finiremo per estinguere anche l’essere umano.»
Verissimo, ma sempre nelle grandi linee, perché è proprio a causa dell’uomo che si è creato il disequilibrio, e quindi spetta all’uomo cercare di ricrearlo e poi mantenerlo. E ridurre il numero eccessivo di lupi che, appunto rompono questo equilibrio (vedasi sopra il riferimento eclatante ai cuccioli del, questo sì, rarissimo orso marsicano!), un equilibrio che in Italia da millenni racchiude anche la presenza dell’uomo e le sue attività pastorali, che sono alla base stesa della vita dell’uomo.
«Ci vogliono conoscenza e consapevolezza. Non andare dietro i sogni di onnipotenza (…) per capire chi deve essere rispettato nella sua complessità.»
Ecco, appunto, chi non vuole assoggettare il lupo ad un controllo numerico che lo mantenga in equilibrio naturale (e sociale!) manca di “conoscenza e consapevolezza” e va “dietro i sogni di onnipotenza”! Perché è la presunzione di “onnipotenza” che da una parte spinge alcuni a richiedere la riduzione del lupo, ma è la stessa presunzione di “onnipotenza” a spingere altri non volerne la riduzione… questi ultimi anche con disinteresse e menefreghismo dei danni che i troppi lupi arrecano alla società umana, e anche ai danni alla sua stessa specie (si pensi al rischio di estinzione del Lupo appennino – Canis lupus italicus –, a causa dell’eccesiva presenza di lupi di altra provenienza ed ibridi)! Evidentemente l’animalismo della Maraini la spinge a non dare alcuna importanza a questi aspetti, che sono sociali ma anche scientifici, naturalistici e di rispetto della fauna selvatica originaria.
«L’idea antica che l’animale non abbia l’anima e possa essere trattato come un oggetto a nostra disposizione è perversa, superata e arcaica.»
Ha mai riflettuto la Maraini sul fatto che su questa Terra NESSUN ESSERE VIVENTE VIVE SENZA UCCIDERE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, VOLONTARIAMENTE O INVOLONTARIAMENTE, ALTRI ESSERI VIVENTI? Ha mai riflettuto che è su questo concetto che si basa la vita sul nostro Pianeta? E che è stato il Creatore a volere questa regola? O crede che per costruire la villa in cui va a passare giorni a Pescasseroli, non siano stati uccisi esseri viventi e arrecati danni all’ecosistema e il paesaggio; per di più avendola costruita abusivamente (non certo da lei che oggi vi abita) su un suolo pubblico e in area protetta? Solo un esempio tra tanti, tra miliardi di esempi simili che tanto danno hanno fatto alla fauna selvatica e alla natura tutta e in tutta Italia… Ma… anche un esempio di COERENZA!
«Il bracconaggio è una forma perversa di egoismo umano.»
Vero, ma è soprattutto un’illegalità, al pari di chiunque non rispetti la legge, magari anche solo, per egoismo, facendo turismo “ecologico” dove la legge lo vieta.
«Per sopravvivere dobbiamo imparare a pensare in termini di “noi”. Per questo sono importanti l’etica, la religione, la politica, la Costituzione e le leggi che ne derivano.»
Ecco, appunto, pienamente condivisibile, ma… si legga quanto più sopra! Nel sostenere il controllo e il mantenimento in equilibrio del lupo nel nostro Paese rientra proprio il termine di “noi” citato dalla Maraini. Perché in quel “noi” ci sono anche gli allevatori e ci siamo noi ambientalisti e conservazionisti, sensibili ai danni extra-equilibrio naturale che il lupo arreca avendo superato lo stadio della sua sopportabilità sociale e ambientale (e, anche qui, si legga più sopra!).
«Ricordo una foto negli archivi del Comune di Pescasseroli in cui si vedono centinai di lupi uccisi e allineati per terra e, dietro di loro, una fila di cacciatori fieri di quella strage.»
Ha mai riflettuto la Mariani che quella fierezza, all’epoca, era certamente non solo dei cacciatori, ma di TUTTI i cittadini di Pescasseroli? Lo sa che a quelle uccisioni parteciparono anche un Presidente (fondatore) e un Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo? La storia non va mai giudicata col pensiero di oggi! E, si è mai chiesta la Maraini, che magari l’avvenuta sopravvivenza fino ai nostri giorni del rarissimo orso marsicano non la si debba proprio a quelle stragi di lupi? È un pensiero profondo che andrebbe analizzato e di cui tenere non poco conto… a meno di perdere ogni obiettività!
«Sterminati i lupi si sono moltiplicati i cinghiali (…) e i cinghiali rovinato le colture molto più dei lupi.»
Verissimo. Peccato che i troppi lupi “rovinino” gli allevamenti di animali selvatici su cui si basa gran parte della vita dei cittadini. Quale è la diversità tra una coltura agricola e un allevamento di bestiame?
«Il lupo, purtroppo, è diventato un’icona.»
Vero, ma, purtroppo, un’icona che nasce proprio dal fascino che quest’animale ha sempre influito sull’uomo, nel bene e nel male.
«Comunque i lupi non attaccano l’uomo.»
Ma se è lo stesso Corriere della Sera dove la Maraini scrive, che ha recentemente riportato quei dati sulle aggressioni all’uomo che per decenni erano stati assolutamente negati, come oggi fa ancora lei! Negare una realtà e una verità per difendere una causa anche giusta, non è mai una buona cosa. E se lo fa un personaggio come la Maraini, è anche peggio!
«I lupi se ne starebbero tranquillamente nei loro boschi se noi con incoscienza non continuassimo a tagliare gli alberi, a bruciare le foreste, a invadere con cemento il loro territorio.»
Verissimo. Ed è proprio per questo che in Italia e nell’Europa centrale in genere non è più possibile mantenere popolazioni di lupi in crescita continua e vanno controllati e mantenuti in equilibrio con interventi riduttivi (il lupo è un superpredatore che non ha (quasi) competitori. In quanto all’invasione del “cemento dei loro territori”, le consiglio di riflettere su quanto citato più sopra in merito alla villa in cui vive a Pescasseroli. A VOLTE ESSERE COERENTI DIVENTA DIFFICILE!
«Viene da sé che i lupi vengano visti come degli alieni incapace di sentimenti e di vita propria. E si troverà normale ucciderli.»
Nessuno, almeno al livello governativo, certamente trova “normale” uccidere i lupi. Se si parla di ridurne il numero e si vuole legiferare in tal senso, e solo per mantenerne la popolazione a livello accettabile per la nostra situazione sociale. Non c’entrano nulla i sentimenti (che sono umani) e se i lupi abbiano o meno la capacità di averli: si lasci a filosofi e alle religioni questa materia! Oggi il problema sono più materiali: evitare che i troppi lupi arrechino troppi danni agli allevatori, rischino aggressioni all’uomo, e rischino l’estinzione della sua sottospecie italiana e finanche quella dell’orso marsicano. Lasciando in pace San Francesco, che in fondo è stato la prova provata (ancorché leggendaria, al pari di quella di Cappuccetto Rosso!) che il lupo forse proprio innocente e non aggressivo verso l’uomo non era e non è mai stato!
«Se si darà la licenza di caccia, finiranno per farli estinguere.»
Cara Signora Maraini, è proprio il contrario. È Non autorizzando gli abbattimenti che si spingeranno i facinorosi e quanti subiscono danni a farlo senza alcun controllo; purtroppo per loro, anche rischiando pesanti condanne penali e finanziarie! Di fatto, quasi una delega dello Stato alla soluzione di un problema che lo Stato non sa risolvere! E la cosa non è giusta in un sistema democratico! A parte poi il fatto che nessuno ha mai scritto o detto che si debba aprire liberamente la caccia al lupo: questa è disinformazione! Oggi si parla solo di abbattimenti selettivi per eliminare gli ibridi e di contenimento della popolazione (come peraltro fanno TUTTI i Paesi del mondo con popolazioni di lupi!).
«Gli allevamenti intensivi, in cui si sfruttano gli animali come fossero oggetti sono una cosa indegna.»
Come non darle ragione, almeno in questo? Solo che la soluzione che lei propone oltre che essere inattuabile (rinunciare tutti a mangiare carne) è anche contraria al ciclo stesso della vita, come ho già detto. Quindi la soluzione più giusta caso mai è nel: uccidere il meno possibile (nel senso dell’indispensabile) e nel modo meno cruente possibile. E, purtroppo per lei e la sua visione animalista, proprio i cacciatori sono quelli che lo fanno in questo modo. Non per nulla da ambientalista mai stato cacciatore, ma comprensivo verso questa antichissima pratica dell’uomo, e, ben conscio di come tutti gli animali predatori uccidono e sbranano le loro prede, li ho definiti essere gli UNICI Predatori compassionevoli !

