Italia Politica
2 Novembre 2026, 00:01
Le piazze chiedono risorse all’istruzione, il governo taglia il personale docente
Salvatore Romeo
Il 30 ottobre abbiamo partecipato alle imponenti manifestazioni che si sono tenute in diverse parti d’Italia. In piazza c’erano una marea di studentesse e studenti e tante e tanti insegnanti. Maggiori investimenti per la scuola è stata una delle rivendicazioni che è risuonata più forte. La risposta che il governo dà a tutto questo è avvilente. Il testo della finanziaria prospetta infatti una riduzione del personale docente per 4.925 posti e una limitazione del turn over al 75% per il prossimo anno scolastico. In compenso, viene mantenuto intatto il bonus di 1.500 Euro destinato alle famiglie che iscrivono i figli alle paritarie. Si tratta di decisioni gravissime, che rivelano il vero atteggiamento della destra nei confronti dell’istruzione pubblica. Tace il ministro Valditara, che negli scorsi giorni aveva parlato di grandi investimenti per la scuola da parte del suo governo. In realtà, Eurostat certifica che l’Italia è al quart’ultimo posto nell’UE per la spesa in istruzione. Solo il 4% del PIL è destinato a questo settore, contro il 4,8 della media europea; un dato che non ha subito variazioni rispetto al 2015, e invece è arretrato in confronto al 2010 (quando era al 4,4%). Un governo che sperpera miliardi in armi e in mancette elettorali e trascura la scuola è un governo che porta il paese a sbattere. Rifondazione Comunista chiede la cancellazione dei tagli previsti in finanziaria e l’aumento della spesa in istruzione almeno al 4,8% del PIL. Questo consentirebbe di stabilizzare i precari, investire in edilizia scolastica ed eliminare la vergogna delle “classi pollaio”. Quello che chiedono studenti e docenti in tutte le piazze d’Italia.
Salvatore Romeo, responsabile Scuola e Università Partito della Rifondazione Comunista

