È morto Daniele Kihlgren, il padre dell'albergo diffuso

Anche per Frattura Vecchia aveva avviato un analogo progetto

Daniele Kihlgren, noto imprenditore milanese di origini svedesi, è morto a Roma all'età di 60 anni per una polmonite bilaterale acuta. È ricordato soprattutto per aver ideato e fondato Sextantio, un progetto di recupero conservativo attraverso cui ha trasformato il borgo medievale abbandonato di Santo Stefano di Sessanio in provincia dell’Aquila in un albergo diffuso di fama mondiale. Anche per Frattura Vecchia aveva avviato un analogo progetto, comprando buona parte dei siti diroccati dal terremoto del 1915.
Il suo impegno puntava a valorizzare l'identità autentica del patrimonio architettonico e paesaggistico italiano, puntando a rrivitalizzare i centri storici in via di spopolamento.
Attraverso i proventi delle sue attività turistiche da oltre dieci anni gestiva anche un progetto a sostegno dell'assicurazione sanitaria per le persone indigenti in Congo.
In redazione sono arrivati note di cordoglio da alcuni politici abruzzesi che hanno conosciuto Daniele Kihlgren. 
Una per tutte riportiamo quella del sindaco di Pescara Carlo Masci.

Apprendo con profondo dispiacere della scomparsa di Daniel Kihlgren. È stato un uomo geniale nella sua capacità di trasformare luoghi dimenticati, ruderi abbandonati, paesi senza futuro in mete iconiche e ricercate da tutti, dando loro un'anima e valorizzandone la storia. Per l'Abruzzo interno ha fatto veramente tantissimo, con la sua passione e il suo amore, creando a Santo Stefano di Sessanio quell'albergo diffuso entrato nell'anima di chiunque l'abbia visitato. Adesso era impegnato in un grande progetto turistico-solidale in Africa, di cui mi parlava sempre, per portare lavoro e far uscire dalla miseria popolazioni in gravi difficoltà, dando loro un'opportunita di sviluppo. In questi anni ho avuto modo di conoscerlo bene, di diventargli amico e di apprezzarne le straordinarie qualità umane anche attraverso il progetto del canile di Pescara, al quale si era dedicato con grande sensibilità e generosità, dichiarando la sua piena disponibilità a donare al Comune di Pescara un suo terreno per realizzarlo. Daniele era un uomo di una bontà infinita, con una visione fuori dal comune e una sensibilità unica verso gli animali. Era sempre disponibile quando c’era da fare qualcosa per il loro benessere: un uomo pacifico, capace di ascoltare, di confrontarsi e soprattutto di cercare concretamente le soluzioni ai problemi. E quando serviva, era pronto anche a farsene carico personalmente pur di raggiungere l’obiettivo.  
L’Abruzzo e Pescara perdono una persona speciale, che ha saputo lasciare un segno attraverso i suoi gesti, le sue idee, la sua generosità, le sue opere. Per questo voglio assumere fin da oggi un impegno: lavorerò affinché il nuovo canile inter-comunale che sorgerà a Spoltore, su cui ci siamo interfacciati con lui fino a qualche giorno fa, possa essere dedicato a Daniele Kihlgren.  
Sarebbe un piccolo gesto di riconoscenza per un grande uomo e, soprattutto, un modo per legare per sempre il suo nome a quella attenzione e a quell’amore per gli animali che hanno contraddistinto la sua vita. 
Alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene rivolgo il mio più sincero e affettuoso cordoglio.


Tutta la nostra redazione si unisce al cordoglio del sindaco di Pescara, rivolgendo le più sentite condoglianze ai familiari di Daniele Kihlgren.