Marsica Ambiente
4 Ottobre 2026, 00:20
Sul “mega” convegno internazionale di Pescasseroli
Franco Zunino, Segretario Generale AIW.
Il “grande” convegno internazionale sulla biodiversità, lupo ed orso tenutosi a Pescasseroli lo scorso settembre (si riprende dai media: «Dal 20 al 25 settembre 2026 la comunità scientifica internazionale e la comunità si riunirà nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) per parlare di orsi e coesistenza, di conservazione, ricerca e coesistenza tra uomo e orso. Pescasseroli (AQ), storico fulcro del Parco, diventerà per una manciata di giorni una vera e propria capitale mondiale dei plantigradi, offrendo un palcoscenico globale per un confronto sul tema della conservazione dell’orso, in particolare della rara e preziosa sottospecie marsicana.») si è rivelato il solito grande parolaio e circo mediatico, dove tutti i problemi sono stati… “spenti” (nel senso che non se ne è parlato, visto che nessuna soluzione è stata poi esposta ai media).
Risultato: gli orsi sono tanti, sono cresciuti di numero, si stanno allargando (ma noi continuiamo a ripete: disperdendosi!) in tutto il centro Italia; di quelli che vivono nelle “comunità a misura d’orso” (ma noi e l’orso diciamo: “a misura d’uomo”) che l’orso ha adottato nei paesi della Marsica, probabilmente nessuno ha parlato. Eppure sono il vero problema. Ma è bastato ignorarlo affinché la bella figura internazionale non fosse “sporcata” con stupide polemiche (anche se noi crediamo che gli stupidi siano altri). Nulla da dire su quanto esposto, almeno dal punto di vista della ricerca.
cDurante il lungamente annunciato “mega” Convegno (è da oltre un anno che se ne parlava) i partecipanti hanno goduto di uno splendido documentario (almeno per le riprese!), poi diffuso anche ai media, dove, come in tutti i documentari che si rispettino (così come era per i film “Luce” di un tempo!), tutto era perfetto, funzionale, utile, i soldi tutti ben spesi (e sono stati decine di milioni di euro!). Ma che, visionato bene, porta a riflettere sul fatto che al solito vi si parla solo di studi, monitoraggi, analisi, DNA; argomenti che però alla fine confermano quello che sul numero degli orsi si è più o meno sempre saputo. Numeri alla mano, confermati dal DNA da campioni raccolti in numerosi anni addietro: 81 orsi; ed ovviamente dando per scontato che tutti quelli individuati siano ancora vivi (cosa che notoriamente non è e non può essere, ma loro si sono ben guardati dal dirlo).
Per cui il numero di 81 va sicuramente ridimensionato (orsi peraltro in gran parte sparsi – ma sarebbe più corretto, e scientifico, dire dispersi – in mezzo centro Italia (e anche questa non è una buona notizia, ma nel documentario non lo si dice, anzi si sostiene che sia un successo!). In pratica, conteggio o non conteggio, sempre di una stima si tratta: per cui, che siano da un minimo di 50 ad un massimo di 80 cambia poco, di fatto sempre di stima si tratta. Correttezza avrebbe voluto che si dicesse almeno quanti orsi sono morti negli anni in cui si sono raccolti i campioni e fino alla sua conclusione (in realtà mai cessata), perché ci sono stati, e certamente non sono stati neanche tutti trovati! Come neppure si dice quanti ne sono nati (di orsi) nello stesso periodo (questi ultimi, peraltro, non certo sempre in grado di lasciare peli sui fili spinati!). Ecco, è per questo, che dire dai 50 agli 80 resta una stima, anche se basta sugli 81 “contati” (come lo fu quella del 1970 di chi scrive, che dava da un minimo di 70 e un massimo di 100, ma su un'areale assai più ridotto e con un metodo empirico, ma almeno non costato milioni di euro!). Ovviamente, poi, ben poche parole sulle esigenze di conservazione degli habitat (compreso il disturbo turistico) e non una parola sulla conservazione (salvo quella che si fa intuire, di giungere ad imporre altri vincoli a sempre maggiori territori: loro li hanno definiti “corridoi”!). Ed ovviamente silenzio assoluto sugli orsi “problematici” che continuano ad aggirarsi tra le piazze e le strade dei paese. Ecco, è sembrato un gioco che ha alla fine abbia avuto l'unico vero scopo di mantenere vivo... il gioco (con tanto di stipendi per chi lo porta avanti!). E, infine, non è quanto meno strano che dopo un tale tanto pre-esaltato mega convegno internazionale, non sia apparso alcun comunicato stampa degno dell’evento?
Magari con i nomi delle famose personalità che si diceva vi avrebbero partecipato? Lo storico Direttore Franco Tassi sosteneva che in un'area protetta anche i ricercatori andrebbero controllati e sottoposti a limitazioni. Ed aveva ragione, perché gli studi vanno bene, ma devono avere dei tempi temporali e anche dei limiti, sia temporali che sulle tecniche e mezzi utilizzati. E dovrebbero valere per ogni attività che possa confliggere con le esigenze di conservazione e protezione di un'area protetta; come dovrebbe essere per ogni iniziativa umana che confligga, sia pure a fin di bene, con le esigenze di tutela e protezione.
In Abruzzo sono decenni che degli orsi si studiano sempre le stesse cose (iniziò chi scrive, nel lontano 1970!), e l'unica informazione che oggi si è saputo dare è di chiudere sempre più territori alla caccia! Nessuno ha mai letto di limitazioni al turismo, mai letto di (VERI!) vincoli integrali a certe aree, mai letto di richieste di contributi per coprire queste spese. E, poi, il grave silenzio sugli orsi problematici, che, questo sì avrebbe dovuto essere un problema che andava studiato (e relazionato al convegno!): e invece non lo hanno MAI fatto! Perché? Ci sono ricerche che sono decisamente necessarie; altre che in un'area protetta in fondo possono anche essere solo dei trastulli per i ricercatori. La conclusione? Crediamo, ma siamo in malafede, che l’auspicio degli organizzatori, non dichiarato ma fatto capire a chi di dovere, sia stato:… speriamo che da Bruxelles ci possano giungere tanti altri milioni di euro a premio del buon lavoro (sostengono loro) portato avanti affinché... il circo-giochi possa continuare! Intanto l’orso marsicano (vedasi sotto)…

