SUL TRIBUNALE DI SULMONA...  E NON SOLO

Dopo mesi di promesse, il Tribunale è ancora senza una garanzia definitiva. E intanto la città aspetta risposte, come su tutto il resto, d’altronde! E’ arrivato il momento in cui il sindaco la smetta di raccontare ciò che vorrebbe accadesse e spieghi ai cittadini se è riuscito davvero a ottenere qualcosa.  «Nordio ci sostiene, non si chiude». 
Il 24 settembre il sindaco Luca Tirabassi rassicurava Sulmona sul futuro del suo Tribunale, invitando tutti a non essere pessimisti. Oggi, 29 ottobre, la realtà presenta un conto politico che non può essere ignorato: l'emendamento per la salvaguardia dei tribunali abruzzesi è stato dichiarato inammissibile in Commissione Giustizia e la proroga attualmente in vigore scade il 31 dicembre 2026. La soluzione definitiva continua a non esserci. E allora la domanda è semplice: dov'è il risultato di tutti questi annunci? 
Se il Governo Meloni, amico di questa amministrazione, come si è vantato il sindaco durante la campagna elettorale,  sostiene davvero questa battaglia, se gli interlocutori politici sono davvero così vicini, se le rassicurazioni erano così solide, perché siamo ancora a rincorrere soluzioni, emendamenti e proroghe a poche settimane dalla scadenza? 
Il sindaco Tirabassi deve spiegare! Non con un'altra dichiarazione ottimistica, non con l'ennesimo comunicato autocelebrativo, ma con fatti verificabili e impegni precisi. E non solo sul Tribunale. A distanza di un anno e mezzo dal suo insediamento, il sindaco Tirabassi ha infatti concentrato gran parte della propria visibilità politica sulla salvaguardia del presidio giudiziario, mentre la città continua a fare i conti con problemi che non aspettano le scadenze parlamentari: manutenzione e degrado urbano, collegamenti con Roma e L’Aquila,  criticità nella gestione dei rifiuti, difficoltà occupazionali e servizi che chiedono risposte concrete come quelli legati all’ospedale peligno.  Su questi fronti, dov'è la stessa determinazione? Dove sono gli interventi risolutivi, i risultati tangibili, le risposte che i cittadini aspettano? Non si può pretendere di essere giudicati soltanto sulle battaglie che si scelgono di raccontare, ignorando quelle che non si riescono nemmeno ad affrontare con i problemi che rimangono irrisolti. Un sindaco ha il dovere di occuparsi di tutta la città. Non accetteremo che il futuro del Tribunale venga liquidato con un'altra promessa, né che i problemi della città continuino a essere relegati sullo sfondo. Se il sindaco non è in grado di garantire risposte sul Tribunale, di incidere concretamente sulle emergenze di Sulmona e di trasformare gli annunci in risultati, abbia almeno il coraggio politico di trarne le conseguenze. Perché amministrare non è occupare una poltrona, né raccontare ciò che si vorrebbe realizzare: è assumersi la responsabilità di ciò che si è capaci di fare. E quando questa responsabilità non trova riscontro nei fatti, le dimissioni non sono una provocazione, ma l’unica possibilità che la politica deve avere il coraggio di prendere in considerazione. Sulmona non può essere condannata ad aspettare all'infinito che alle parole seguano i fatti.
L'opposizione consiliare di Sulmona