Il lunedì del direttore

Le ragioni di Pietro Spacone, ex sindaco di Scanno, riviste in chiave ermeneutica

Lunedì 16 Ottobre a Scanno, dopo un mese di aspettative e polemiche, si è aperta la vetrata del primo piano della Casa Comunale, dove i 37 bambini del paese frequenteranno la Scuola dell’Infanzia. A loro vanno i miei più fervidi auguri di crescita spirituale: che possano imparare a osservare i propri pensieri e le proprie emozioni, coltivare la meraviglia, il senso di appartenenza, l’empatia e la connessione con il mondo, continuando a commuoversi di fronte a una goccia d’acqua o a una foglia che cade.
Alle educatrici, l’augurio sincero di un buon anno scolastico.
Sulle pagine di questo giornale, spinto dal vento delle polemiche, mi sono addentrato più nelle questioni pedagogiche e didattiche che in quelle puramente politico-amministrative. Oggi, tuttavia, mi preme riprendere in chiave ermeneutica la lettera indirizzata al Sindaco e agli organi comunali da Pietro Spacone, ex sindaco di Scanno, riguardante l’agibilità dello stabile che è stato originariamente Scuola Media, poi Istituto Comprensivo e ora Casa Comunale e Scuola dell’Infanzia.
Con l’ordinanza sindacale n. 27 del 17 settembre 2016, Pietro Spacone (allora primo cittadino) dispose in via temporanea e precauzionale una diversa collocazione della scuola, al fine di salvaguardare il regolare avvio e svolgimento delle attività didattiche.
Cos’era successo? La perizia di vulnerabilità sismica — intitolata Valutazione della sicurezza strutturale della scuola Romualdo Parente nei confronti dei carichi statici e sismici, redatta dallo Studio Galli e trasmessa al Comune nel novembre precedente — aveva evidenziato i seguenti coefficienti di idoneità: Rischio collasso (SLV): 0,049; Rischio inagibilità (SLD): 0,984
Per comprendere il significato di questi valori, occorre fare riferimento ai livelli di sicurezza sismica definiti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC). Quando un ingegnere effettua una valutazione di vulnerabilità sismica su un edificio pubblico (come una scuola), calcola l'Indice di Rischio Sismico, ossia il rapporto tra la resistenza della struttura e l'azione sismica attesa per quella zona. Si tratta, in concreto, della verifica della capacità dell'edificio di resistere a un terremoto violento senza crollare, tutelando la vita di chi lo occupa. Il valore minimo di legge per un edificio nuovo o adeguato è 1,00.
L'indice SLV (Stato Limite di Salvaguardia della Vita) pari a 0,049, riscontrato nello stabile di Scanno, fu la ragione principale della chiusura disposta nel 2016. In presenza di un valore così drasticamente inferiore alle soglie di sicurezza, la legge e le direttive regionali e nazionali impongono di adottare tempestivamente misure di salvaguardia: dalla limitazione d'uso, agli interventi di adeguamento sismico, fino alla messa fuori esercizio dell'immobile. In parole semplici: in caso di un forte terremoto, l'edificio presenta un rischio di crollo estremamente alto.
L'indice SLD (Stato Limite di Danno) pari a 0,984 indica invece che, di fronte a scosse di modesta entità, l'edificio risponde bene ai requisiti di operatività, senza subire lesioni lievi o danni secondari significativi.
Nella medesima relazione, scrive Pietro Spacone, lo Studio Galli concludeva evidenziando che, per quanto riguarda le verifiche statiche, alcuni elementi - in particolare le travi corte dei telai longitudinali, le travi di collegamento del corpo scuola, alcune travi di copertura della palestra e una trave di fondazione - non risultavano verificati. Inoltre, lo stato tensionale del terreno risultava elevato rispetto alla sua resistenza, sebbene non si notassero cedimenti differenziali o ripercussioni su travi e pilastri.
Già una circolare del 2 febbraio 2009 stabiliva che, nel caso in cui non fossero soddisfatte le verifiche relative alle azioni controllate dall'uomo (ossia prevalentemente ai carichi permanenti e di servizio), occorresse intervenire tempestivamente. A dare ulteriore forza al provvedimento fu il drammatico terremoto di Amatrice del 24 agosto 2016, che causò il parziale crollo di un edificio scolastico e l'avvio di una lunga sequenza sismica nel Centro Italia.
Si considerò — precisa l’ex Sindaco — soprattutto la pericolosità sismica del nostro territorio, certificata dall'INGV, e la nota della Regione Abruzzo, che imponevano di percorrere ogni strada utile a garantire l'incolumità degli alunni e del personale. Inoltre, una nota del Dirigente del Servizio Prevenzione dei Rischi, Ing. Carlo Giovani, chiariva in modo inequivocabile che:
Se l'edificio risulta non verificato all'analisi statica, ovvero prevalentemente ai carichi permanenti e alle altre azioni di servizio, l'Ente deve immediatamente attivare i provvedimenti del caso (modifica della destinazione d'uso, adozione di opportune cautele, interventi di miglioramento o adeguamento sismico, dichiarazione di inagibilità.
Il dirigente ribadiva così la necessità di porre immediatamente la struttura fuori esercizio qualora l'analisi statica non risultasse verificata.
Il trasferimento dell’Istituto avvenne quindi presso l'edificio dell'ex sede comunale di via Napoli, dove si erano appena conclusi i lavori di miglioramento sismico e dove ancora oggi si recano gli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Nella sua lettera, Pietro Spacone rivolge un quesito diretto al Sindaco: come mai, senza che siano stati effettuati interventi di consolidamento statico dal 17 settembre 2016, il fabbricato viene oggi utilizzato come scuola dell’infanzia, seppur limitatamente al primo piano?
Restiamo in attesa della risposta dell'Amministrazione.
Da parte mia, c’è il rammarico per una scelta discutibile: nonostante l’Ing. Petrella avesse rimesso al Presidente dell’Asilo "Buon Pastore" la valutazione di agibilità dell'immobile originale, si è preferito adibire a scuola il primo piano della Casa Comunale. Un salto nel vuoto che sembra tradire la storia di Scanno e la generosità di quegli scannesi che donarono risorse ed energie affinché i bambini avessero un proprio asilo dove giocare, socializzare e crescere secondo sani principi.
La memoria di questa istituzione è legata a figure illustri che idearono, realizzarono e sostennero con la loro beneficenza un’opera di alto valore culturale ed etico.
Nel 1928, il Commendator Francesco Di Rienzo, insieme a un gruppo di cittadini, ideò un Asilo d’Infanzia per una popolazione che allora contava circa 4.000 abitanti. Nel 1929 si costituì un comitato sotto la presidenza del Dott. Alberto Colarossi e nacque l’Associazione di soci fondatori, ordinari e benefattori che dette vita all’Ente Morale Associazione per l'Asilo d'Infanzia.
Nel 1930 fu approvato lo Statuto e acquistato il terreno; nel 1933 iniziarono i lavori di costruzione, completati in soli due anni fino all’inaugurazione del 1° settembre 1935. Sorse così una struttura imponente e accogliente per l’educazione dei bambini in età prescolare, garantendo anche il servizio di refezione, gratuito per i più indigenti.
Primo presidente dell’Ente fu lo stesso Comm. Di Rienzo, a cui succedettero il Prof. Nicola Accivile (direttore didattico), l’Avvocato Carmelo Rossicone, il Prof. Gino Di Rocco e altri illustri concittadini. Tra i principali sostenitori va ricordato il socio benefattore Ettore Paletta, che donò l’intero suo patrimonio all’Associazione, così come i tanti scannesi emigrati all'estero che, per la Befana, non facevano mai mancare il proprio contributo per l'acquisto dei giochi didattici.

Non chiedetevi dove andremo a finire, perché ci siamo già. (Ennio Flaiano)