L’Aquila, chiusa la Biblioteca dell’Infanzia in centro AVS

A poco più di un anno dall’inaugurazione in pompa magna sotto i portici di San Bernardino, la Biblioteca dell’Infanzia del centro storico dell’Aquila sembra aver chiuso definitivamente i battenti. Un’apertura lampo, caratterizzata fin dai primi mesi da orari ridotti e continue incertezze sulla gestione, che si è conclusa con la serrata totale nell’indifferenza delle istituzioni e senza alcuna spiegazione ufficiale alle famiglie.  
A denunciare l’accaduto sono Giacomo Pio, responsabile organizzazione di Alleanza Verdi e Sinistra L’Aquila, e Lorenzo Rotellini, consigliere comunale del medesimo gruppo politico, che parlano apertamente di un'operazione di facciata e di un'occasione persa per la città.
“L’apertura era stata presentata con toni trionfalistici da Regione e Comune come un segnale di ripartenza per il centro storico a partire dai più piccoli - dichiarano in una nota congiunta Giacomo Pio e Lorenzo Rotellini -. La realtà si è rivelata ben diversa dalle passerelle e dai soliti tagli del nastro: una manciata di aperture settimanali, disservizi e infine la chiusura definitiva, mentre gli uffici non sanno neppure fornire risposte ai genitori che chiedono spiegazioni. Ci chiediamo a questo punto se non si sia trattato dell'ennesimo spot di propaganda politica e come siano stati spesi i soldi pubblici destinati a questo progetto”.  
La vicenda assume contorni ancora più stridenti alla luce del ruolo che il capoluogo abruzzese riveste in questo periodo. “Mentre L’Aquila si fregia del titolo di Capitale Italiana della Cultura, la cultura di prossimità e i presidi territoriali dedicati all'infanzia subiscono tagli, abbandono e chiusure improvvise - incalzano Pio e Rotellini -. Non è accettabile che le risorse della collettività vengano impiegate per progetti spot che durano il tempo di qualche fotografia, lasciando poi famiglie e bambini senza servizi”.  
Per i rappresentanti di AVS, quanto accaduto alla Biblioteca dell’Infanzia rientra in un quadro più ampio di disattenzione verso le infrastrutture culturali della città: “È il simbolo di una gestione priva di visione strategica. Ricordiamo che la stessa Biblioteca Provinciale "Salvatore Tommasi", a distanza di ben 17 anni dal terremoto del 2009, si trova ancora confinata nella sua collocazione "provvisoria" all’interno della zona industriale di Bazzano: una struttura del tutto isolata, lontana da direttrici vere del trasporto pubblico e difficilmente fruibile per studenti, famiglie e residenti del capoluogo”.
“L’Aquila ha bisogno di politiche culturali serie, durature e inclusive. Chiediamo immediata trasparenza sulla gestione dei fondi dedicati alla Biblioteca dell'Infanzia e risposte chiare sulle motivazioni della sua chiusura - concludono Giacomo Pio e Lorenzo Rotellini - affinché l'accesso alla lettura e i servizi ad essa correlati tornino a essere considerati un diritto condiviso di tutti i cittadini e non un bene accessorio e vuoto”.