Valle Peligna Interventi
1 Ottobre 2026, 00:03
IL SINDACO DI SULMONA PRENDA LEZIONI DI DEMOCRAZIA DALLA SINDACA DI SANTHIÀ
Mario Pizzola
Il Sindaco di Sulmona Luca Tirabassi dovrebbe prendere lezioni di democrazia dalla Sindaca di Santhià Angela Ariotti. Ambedue rappresentano la Repubblica italiana nata dalla Resistenza al nazifascismo. Il primo ha ricevuto “Sua Altezza Reale il Principe Emanuele Filiberto” come se fosse una autorità istituzionale. La seconda ha scelto di disertare l’evento nel quale era prevista la partecipazione dell’erede dei Savoia.
È successo domenica scorsa nel Comune piemontese. La Pro Loco aveva organizzato un evento per la concessione di un premio speciale del Capitanato di Santhià a “S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia”. L’Associazione nazionale dei partigiani aveva protestato perché la presentazione “non è coerente con il carattere repubblicano delle istituzioni. La storia va raccontata – aggiungeva l’Anpi – ma altra cosa è associare i simboli delle istituzioni della Repubblica a titoli di una dinastia che non riveste alcuno status istituzionale nell’ordinamento repubblicano, considerate anche le responsabilità della Corona durante il fascismo”.
Le locandine dell’evento, infatti, riportavano il patrocinio e i simboli del Comune di Santhià e della Regione Piemonte senza che ciò fosse stato preventivamente condiviso. Le reazioni sono state immediate. La Regione ha richiamato la Pro Loco “per la diffusione di materiale incompatibile con l’ordinamento repubblicano” chiedendo la rimozione delle locandine. Dal canto suo la Sindaca di Santhià ha ritenuto coerente non partecipare alla cerimonia in quanto, ha dichiarato, “appare eccessivo l’uso di appellativi riferiti a dinastie non più regnanti. Da più di 80 anni siamo una Repubblica”.
Il Sindaco di Sulmona, come si ricorderà, è andato oltre. Non ha riportato simboli di istituzioni repubblicane senza prima condividerli, ma su carta intestata del Comune egli stesso ha invitato i consiglieri e i dirigenti comunali a “partecipare alla visita istituzionale di S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia” il 12 luglio scorso. Nell’invito il Sindaco aggiungeva che “la Vostra presenza sarà particolarmente gradita quale testimonianza delle Istituzioni cittadine”.
Dopo la protesta messa in atto da decine di cittadini Luca Tirabassi ha cercato di giustificarsi dicendo che quella di Emanuele Filiberto era la visita di un semplice cittadino e che all’erede dei Savoia non si potevano addossare le responsabilità dei suoi avi. Si tratta di giustificazioni che non hanno alcun senso perché nella lettera – invito si parla chiaramente di “visita istituzionale”. E poi, quando mai di domenica sono state aperte le porte del Comune di Sulmona, con l’impiego della Polizia municipale, per ricevere un “semplice cittadino” precludendo quelle stesse porte non solo ai cittadini di Sulmona ma anche ai rappresentanti della stampa?
Quanto alla tragica storia del nostro Paese nel XX secolo va ricordato che il “cittadino” Emanuele Filiberto non ha mai preso le distanze dalle responsabilità del suo bisnonno Vittorio Emanuele III il quale non solo ha consegnato a Mussolini le chiavi del governo italiano ma ha firmato e condiviso tutte le leggi emanate dal regime fascista e anche l’entrata in guerra dell’Italia a fianco dei nazisti.
Per la cronaca va detto che proprio in questi giorni è sulla stampa nazionale il caso, sul quale indaga la Magistratura, della presunta compravendita delle onorificenze di cavaliere dell’Ordine Mauriziano di casa Savoia, con sede a Ginevra; titoli conferiti dal “Principe” Emanuele Filiberto. Ciò in uno Paese che da 80 anni non è più una monarchia e dove una legge del 1951 vieta di usare onorificenze non nazionali senza il via libera dello Stato.

