Italia Mondo del Lavoro
24 Gennaio 2026, 06:53
Ancora una strage di lavoratori ieri in tutta la penisola: a Palermo, a Livorno, a L'Aquila
Paolo Benvegnù
Ovviamente non si conoscono le cause e le dinamiche di ogni singolo episodio, ma non servono analisi sofisticate o dettagli per comprendere quello che sta accadendo. Il lavoro sempre più precarizzato e sfruttato uccide. Questa è la realtà, non c'è altro da dire.
Le responsabilità del governo, che ha come ministro del lavoro una consulente del lavoro, mostra con chiarezza da che parte sta: sempre e comunque dalla parte delle imprese che devono agire sempre nella più ampia libertà, senza troppi controlli e limiti. Il tema della sicurezza in questo paese consente un'unica declinazione: quella delle zone rosse, della chiusura degli spazi sociali, delle leggi sempre più oppressive nei confronti dei migranti. Il resto sono solo chiacchiere.
Eppure è chiaro che alla base della catena infinita dei morti sul lavoro c'è la rincorsa al massimo profitto, schiacciando verso il basso le condizioni del lavoro in tutti i modi possibili. È il risultato di scelte fatte non solo da questo governo, ma anche da molti altri governi che lo hanno preceduto e che hanno prodotto i risultati che sono sotto i nostri occhi. Va fatta apertamente una battaglia per introdurre in Italia, in caso di gravi accertate responsabilità, il reato di omicidio sul lavoro; vanno abrogate le leggi che producono precarietà e che permettono il far west negli appalti. C'è un di più da fare ed è ricostruire dal basso, dentro i luoghi di lavoro, come accade in tante realtà ma, ancora troppo poche, la forza e l'organizzazione capace di imporre il rispetto di un principio fondamentale: la nostra vita vale più del profitto.
Non bastano più iniziative simboliche, gli scioperi una tantum: serve riprendere con forza il cammino iniziato con la campagna referendaria con la mobilitazione unitaria di ottobre 2025.

