Festa a Villalago di San Domenico Abate e accensione delle “Fanoglie”

Oggi Villalago festeggia San Domenico Abate, il suo Santo Patrono, sacerdote benedettino e fondatore di monasteri, che intorno all’Anno Mille fissò il suo romitorio in una grotta sulla riva sinistra del Fiume Sagittario, alle pendici del Monte Argatone, in territorio di Villalago. Su richiesta dei Conti di Valva, oltre ad un oratorio, edificò il Monastero di San Pietro del Lago, che fino al secolo XV fu fiorente centro benedettino con le sue 20 grance e con l’affluenza di coloni che resero tutta la valle ricca di nuove coltivazioni e di una rinata laboriosità, dopo le invasioni barbariche di cui fu soggetta tutta l’Italia.
Villalago conserva del suo Santo Patrono le memorie dell’Eremo e del Monastero, nonché la reliquia di un suo Dente Molare, invocato a protezione dalle odontalgie e dai morsi dei rettili velenosi.
Dalla sua morte, avvenuta a Sora il 22 gennaio 1031, i Villalaghesi lo appellarono loro protettore e intorno al Santo sorsero molte leggende e ritualità, legate soprattutto alla cultura agropastorale. 
Il paese lo onora con tre feste. Quella più maestosa si svolge il 22 agosto. Era usanza fino agli Anni Cinquanta in questo giorno circondare di serpi la statua del Santo, mentre veniva portata in processione per le vie del paese, come offerta devozionale, a chi in vita aveva operato miracoli contro i morsi velenosi di questi rettili.
Resta ancora da tempi immemorabili la tradizione dell’accensione di grandi coni di legna, chiamati dai locali “Fanoglie”, nome, secondo alcuni, di derivazione longobarda, secondo altri, dal termine greco phanos (lampada, fiaccola), a testimonianza dell'antichità di questi riti legati alla luce. 
La tradizione s’intreccia con i riti cattolici, in cui il fuoco è forza purificatrice, e con i riti magici di credenze pagane, che lo rappresenta come mezzo per dare nuova forza e vigore al pallido sole invernale. Erano riti propiziatori della primavera e si svolgevano nelle giornate, come quelle di gennaio, brevi e fredde. 
Le “Fanoglie” riscaldano la veglia in preparazione della festa. E così è stato ieri, 21 Gennaio, giorno di vigilia, nei vari rioni. Il fuoco, acceso al calar delle tenebre, ha riscaldato e rallegrato le conviviali, all’insegna di cibi genuini della cucina tradizionale.
La festa di oggi sarà tutta religiosa, con sante messe festive. Dopo quella serale, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, ci sarà il bacio della reliquia del Sacro Dente, un molare del Santo, conservato in un reliquiario seicentesco, a cui si attribuisce la protezione dal morso dei serpenti e dagli animali rabbiosi ( Vedi, “Il miracoloso sacro dente di San Domenico Abate”, di Roberto Grossi) . 
Subito dopo seguirà l’accensione nella piazza principale della grande “Fanoglia cittadina”, innalzata per circa dieci metri da un gruppo di volontari, che vi provvede da diversi anni. È un rituale molto sentito, che richiama devoti del Santo dai paesi vicini. La serata continuerà con l’accensione di nuove Fanoglie nei vari rioni
Nonostante il freddo, fino a qualche anno fa nel primo pomeriggio si scendeva in  processione alla chiesetta dell’eremo per rendere omaggio al Santo, che qui visse per diversi anni e fu abate del monastero di San Pietro del Lago, fondato intorno all’Anno Mille, di cui con uno scavo archeologico, sono state rinvenute le mura, seppellite dal tempo.
Villalago, dopo Sora, è il paese che conserva più memorie terrene di San Domenico. Per questo auspichiamo che oltre a chiamarsi di Foligno, di Sora, di Cocullo, si possa chiamare anche di Villalago.
Per la cronaca, la “Fanoglia dei giovani” è stata accesa sabato 17 Gennaio in Piazza Celestino Lupi.