Valle Peligna Ambiente
15 Gennaio 2026, 07:10
CON TRE MILIONI LA SNAM CHIUDE PER SEMPRE LA BOCCA AL COMUNE DI SULMONA
Mario Pizzola
Quanto vale la vita di un territorio? Secondo l’accordo che sarebbe stato concluso tra la Snam e il Comune di Sulmona vale tre milioni. Questa è la cifra che il Sindaco e la giunta municipale avrebbero concordato con la multinazionale del gas per mettere una pietra tombale sulla questione della centrale e del metanodotto. Cioé lo 0,12 per cento di un appalto – quello della Linea Adriatica – del valore di due miliardi e cinquecento milioni di euro. Soldi che non graveranno sulla Snam ma che saranno tirati fuori dai cittadini italiani, in parte tramite il Pnrr e per il resto attraverso un aumento immotivato della bolletta energetica.
Nelle scorse settimane abbiamo chiesto più volte notizie al riguardo ma il Sindaco Luca Tirabassi non ci ha mai risposto, continuando a trattare segretamente con il colosso dell’energia e dimostrando, in questo modo, di non avere alcuna cognizione del principio di trasparenza amministrativa. Ora la trattativa è arrivata al capolinea, sulla testa non solo della cittadinanza ma anche dello stesso Consiglio comunale che è stato tenuto all’oscuro di tutto.
Diciamo subito che i danni e i rischi causati dall’insediamento Snam sono incommensurabili. Nessuna cifra potrà mai ripagarli. Tre milioni, poi, sono del tutto risibili, se pensiamo che Comuni molto più piccoli di Sulmona hanno avuto come “risarcimento” somme ben più elevate.
Inquinamento dell’aria e dei terreni attraverso i veleni della centrale per i decenni a venire; devastazione ambientale di un’area di elevato valore paesaggistico all’entrata del Parco nazionale della Maiella; eliminazione di un corridoio faunistico dell’Orso bruno marsicano; distruzione di un grande complesso archeologico comprendente insediamenti di epoca romana e italica nonché un villaggio risalente all’Età del Bronzo (2200 anni prima di Cristo); creazione di un secondo nucleo industriale pronto ad ospitare altre attività insalubri e altamente impattanti; eliminazione o riduzione della coltivabilità di decine di ettari di terreno; svalutazione economica di terreni e fabbricati; rischio di esplosioni in un territorio che peraltro è ad elevata sismicità; centrale di compressione obiettivo militare strategico in caso di guerra o di attentati terroristici. Tutto questo verrà cancellato con un colpo di spugna, in nome del dio profitto?
Da mettere in conto che negli accordi con i Comuni la Snam aggiunge una ulteriore clausola: la rinuncia da parte dell’amministrazione comunale ad ogni azione giudiziaria ancora pendente; e Sulmona ha ancora in piedi il ricorso al Tar di L’Aquila sulla illegalità del cantiere di Case Pente. Verrà cancellato anche questo ricorso?
Nell’anno che si è appena concluso l’utile netto della Snam è stato di circa 1,42 miliardi di euro. Grazie anche a territori, come il nostro, colonizzati e vandalizzati. La multinazionale ha di che sorridere. E magari il Sindaco Tirabassi sarà pure contento di mettere in cassa, a fronte di tanto disastro, i classici 30 denari.
Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile

