Valle Peligna Interventi
13 Gennaio 2026, 07:58
Inaccettabile il servizio di ricovero e custodia dei cani randagi
Ornella La Civita
La diffida presentata da LNDC Animal Protection e LAV sul servizio di ricovero e custodia dei cani randagi solleva rilievi gravi: modalità di affidamento, garanzie sul benessere animale, trasparenza amministrativa e sistemi di controllo. Non si tratta di cavilli burocratici, ma di responsabilità politiche dirette che chiamano in causa chi amministra oggi la città. Risulta quindi paradossale la nota dei gruppi Noi Moderati e Sulmona al Centro che richiedono, sulla vicenda, un “cambio di passo”. Dichiarazioni che appaiono strumentali e persino offensive dell’intelligenza dei cittadini, dal momento che, i due gruppi di maggioranza relativa in consiglio comunale, scaricano responsabilità, anziché assumersi fino in fondo il peso delle scelte – o delle mancate scelte – compiute. A meno che la richiesta di “cambio di passo” non sia un messaggio per il sindaco, perché indifferente alla vicenda, o per qualche consigliere di maggioranza che, per la sua esperienza, stia operando, o intenda operare, in maniera diversa. Resta il fatto che le associazioni LNDC e LAV hanno posto domande precise e circostanziate e che la Città di Sulmona ha diritto a risposte altrettanto precise su chi decide, su chi controlla e perché nulla cambia.
Per queste ragioni, in qualità di capogruppo del Partito Democratico, ho protocollato formale richiesta al presidente del Consiglio comunale e al sindaco, per la convocazione di una conferenza dei capigruppo dedicata al servizio di ricovero e custodia dei cani randagi, con l’audizione delle associazioni firmatarie della diffida, degli uffici competenti e dell’assessore responsabile. Sulla questione del canile comunale, permangono infatti interrogativi che l’amministrazione non può più eludere. La struttura risulta completata: lavori conclusi e collaudati, accatastamento effettuato, manutenzione dell’impianto elettrico già eseguita.
Non si comprende, quindi, per quale ragione non si sia ancora proceduto all’iscrizione all’albo regionale delle strutture autorizzate. A rendere il quadro ancora più contraddittorio è il fatto che il direttore dei lavori risulti già liquidato, elemento che lascia presumere la conclusione dell’intero iter tecnico-amministrativo, compresa l’agibilità dell’immobile. Di fronte a questi dati, è doveroso che il sindaco spieghi perché il canile non riapre e quali siano gli ostacoli reali.
Continuare a rinviare o a minimizzare significa accettare ricadute dirette sul benessere degli animali e sulla gestione del randagismo in città. Una responsabilità che non può più essere occultata anche alla luce dell’inchiesta giornalistica trasmessa dal programma Report sulla reti Rai.
Ornella La Civita, Capogruppo Pd consiglio comunale Sulmona

