Parliamo di cose concrete

IL DAZIO SUI TROLLEY NO

Addio… sogno americano

Tra alcuni mesi compirò 80 anni; e non mi vergogno a confessare la rinuncia al “sogno” (coltivato per tutta la vita) di andare in America: l’agognato “viaggio a New York”. 
Triste, oggi, è dover ammettere, non lo nego, che è Trump ad impedirmi di continuare a “sognare” questa traversata della vita. NO; pagare una tariffa d’ingresso con il mio trolley, è ripugnante. Pertanto ci rinuncio, anche se i miei figli questo regalo sarebbero disposti a farmelo; mi accompagnerebbero volentieri. Sono io che dico NO, grazie.
Per la verità sono davvero tante, troppe le cose che accadono e che… non digerisco, spesso non capisco, o per essere più leale, mi rifiuto di capire.
 
Con l’inizio del mese di settembre ci addentriamo verso l’autunno e, sinceramente, il clima di questa terribile estate ancora in corso mi sembra che sia stato abbastanza incomprensibile: caldissima e asfissiante per alcune settimane di giugno e luglio; un agosto con escursioni termine, tra giorno e notte, difficilmente rintracciabili tra i ricordi dell’intera vita trascorsa; scrosci di acquazzoni brevi ma intensissimi… E lo stato delle condizioni di salute di molti di noi ne sta risentendo. 
Pare, infatti, che stia tornando il COVID, ma guai a dirlo; soprattutto a diagnosticarlo. 
Pensateci: provate ad andare in farmacia a chiedere un tampone per utilizzarlo e capire come comportarsi, pensando magari soltanto alla tutela di chi vi sta vicino in casa (congiunti, bambini e parenti stretti, più o meno anziani) …non si trova ovvero bisogna ordinarlo, per averlo. Già, perché quando ai tempi della pandemia conclamata era diventato possibile addirittura “negare” il virus o comunque far finta di niente…figuriamoci ora che il virus è “endemico”. Siamo in molti ad averlo, con e senza febbre. È così; pensateci.
Ma la verità è che la “nostra”, personale salute praticamente non si cura più. I medici diminuiscono, per legge naturale, legata all’età ed al diritto, innegabile, della pensione; diminuiscono fuori e dentro gli Ospedali. 
Per gli anziani o per i bambini (soprattutto) quando si riesce a trovare qualche pediatra già da tempo in pensione che esercita ancora liberamente la professione per la quale ha “giurato” e alla quale si sente moralmente e professionalmente vincolato, si è fortunati, perché si riesce a rimediare un consiglio, un parere, un comportamento da seguire, un farmaco da assumere. E in quanto ai farmaci, con qualche giorno di attesa, riusciamo pure a trovarli.
Sembra assurdo ma è così. La sanità è uno dei settori più disastrosi di questa seconda “gestione Marsilio”. 
La novità di queste ore è che è stato sostituito il direttore generale. È, da lunedì scorso, Paolo Costanzi. Vedremo.
 
Siamo comunque al festival delle assurdità. Sembrano finte, per quanto gravi ed incomprensibili. 
Da queste parti ci mancava soltanto la prospettiva del progetto della Get Energy per rendere complicata la “nostra” vita in questo comprensorio territoriale nel quale le uniche novità vengono dal mondo delle cose negative, almeno sembra.
Certo. La proroga per l’attività del Tribunale (argomento sul quale è praticamente nata la candidatura di Luca Tirabassi a Sindaco, nella coalizione di destra che sembra far finta di governare a Sulmona) è stata formalizzata, ma ce n’è voluto (!), da un Governo che dà l’impressione di voler mantenere alcune delle promesse sulle quali ha chiesto ed ottenuto i voti per eleggere questo Sindaco che fin o al momento brilla per “il silenzio”. E va aggiunto che la questione Tribunale, per la verità, interessa direttamente non la stragrande maggioranza di chi a Sulmona e/o nel circondario peligno ha ragioni da temere per la conservazione di un minimo reddito capace di garantire alla famiglia di vivere in maniera dignitosa.
Per la situazione del COGESA, in particolare, o comunque per la precarietà della situazione ambientale per la quale si lamentano contrasti politici e personali di difficile composizione non da oggi si dimettono e scompaiono Sindaci che dovrebbero guidare la ripresa di una vasta area nella quale lo spopolamento sta diventando il male peggiore di tutto il degrado che lamentiamo. (E a proposito di COGESA, a fine mese scadrà la convenzione. Che si fa?). 
La verità è che di politica se ne vede poco, in giro, ovvero viene contrabbandata con la difesa di alcuni interessi individuali miserevoli, meschini addirittura, che hanno molto di personale e niente di collettivo.
E oggi ci tocca, appunto, un Sindaco che dà l’impressione di aspettare che qualcuno gli dica cosa fare e comunque non ha il coraggio di convocare nemmeno un Consiglio Comunale per affrontare un dibattito aperto (ISTITUZIONALE, è stato già definito e chiesto da Ornella La Civita capogruppo del PD) sulla questione ambientale, quella presente, il COGESA e quella futura, l’INCERENITORE, che ci ridurrebbe, per il parere di molti, a pattumiera regionale. 
Il Sindaco sta aspettando, forse, la segretaria comunale di fiducia! Ovvero qualche “input” (romano o aquilano o pescarese (!) chissà…) che gli suggerisca o “detti” comportamenti opportuni. 
Il guaio è che le ferie sono finite, per chi le ha fatte e per chi non se l’è potute permettere, per i costi troppo alti e sproporzionati, rispetto alle disponibilità famigliari! 
E restano allora i cocci da raccattare e possibilmente da decidere, se metterli insieme per utilizzarli, ovvero gettarli via (dove? Non sapremmo nemmeno dove, in quale contenitore, cioè). Le ferie sono finite e stanno per riprendere le attività didattiche nelle scuole.
Ora si torna a riparlare dei problemi dei piccoli paesi di montagna. Vale a dire di noi…quelli di “un mondo a parte”, la fortunata identificazione offerta da un regista cinematografico al quale, con sagacia qualcuno giorni fa ha risposto dicendo “siamo parte del mondo”: ok, spontaneamente viene da dire, ma a chi? Al bravo Riccardo Milani, per suggerirgli magari un “sequel” o a chi, raccogliendo la rivendicazione, è in grado di assumere iniziative finalizzate a rimetterci in carreggiata?
Chi ha in mano le leve del comando per governare le situazioni a livello nazionale, regionale e locale (la famosa “filiera” della campagna elettorale…) si dia una mossa, faccia qualcosa perché così non può essere.
 
Ricordo che il 22 maggio scorso parlai dell’ipotesi di pensare ad una class action contro l’ipotesi poi rientrata ma oggi sembra di nuovo possibile per una indiscriminata “tassa sulle grondaie” che il consorzio di bonifica, sulla base di una vecchissima disposizione regionale intenderebbe utilizzare per realizzare una colletta finalizzata a “tappare buchi finanziari” per la gestione dell’Ente. 
Si tratterebbe di una tassa assurda che pretenderebbe contributi da parte di chi come me, per esempio, che, quando era bambino, ricorda di aver assistito a lavori intorno al perimetro della casa per chiudere canali nei quali, a richiesta, veniva convogliata acqua che aveva finalità irrigue di orti circostanti all’epoca seminati.
Mio padre già anziano non soltanto da tempo aveva smesso di coltivare quegli orti, ma era in attesa di una disposizione amministrativa che nei decenni successivi, essendo diventato il sito “edificabile”, ha consentito la costruzione della quota abitativa nella quale sono cresciuto io, con mia moglie e i figli…
Parlo di una vicenda di settanta anni fa. 
E mi chiedo: perché dovrei oggi pagare una tassa per un servizio non inesistente, ma addirittura “impossibile”?
 
A proposito del “festival delle assurdità” … meglio chiudere qui. Perché se ci rifletto, capace che non mi fermi più, troppo lungo diventerebbe l’elenco delle assurdità alle quali assistiamo, a partire dallo sgombero in atto a Gaza, per finire all’inconsistenza politica dell’UE, e ai rischi che incominciano a correre anche i voli civili, a causa di quest’assurda “guerra ibrida”. La domanda finale è: come finirà?