PALAZZO TILLI: STORIA E MEMORIA CON “SE CHIUDO GLI OCCHI” 

Nel cuore di Casoli (Chieti) si trova Palazzo Tilli, una residenza prestigiosa che porta con sé il peso di storie mai raccontate: durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, divenne sito di internamento sotto il regime fascista. Con il desidero di mantenere viva questa memoria e di restituire voce a chi l’ha perduta, i proprietari di Palazzo Tilli si sono rivolti ad AnotheReality, leader nello sviluppo di soluzioni immersive XR (eXtended Reality), per creare un’esperienza coinvolgente che permettesse ai visitatori di tornare indietro nel tempo e vivere l’esperienza di un internato.
 Il team di Palazzo Tilli mirava, infatti, ad arricchire l’offerta culturale creando un’esperienza immersiva e toccante da proporre in loco, capace di far dialogare le giovani generazioni con l’eredità storica del sito. L’obiettivo era andare oltre le mostre tradizionali e sviluppare un percorso d’impatto e che potesse trasmettere la gravità del passato. AnotheReality, sotto la guida della direttrice creativa Serena Chiavelli, ha così progettato “Se chiudo gli occhi” (If I close my eyes), un’esperienza VR immersiva single-player che consente ai visitatori di mettersi nei panni di un internato durante la Seconda Guerra Mondiale.
 In particolare, l’utente si ritrova all’interno di una replica 3D della cantina di Palazzo Tilli e ha la possibilità di interagire con una serie di oggetti personali ed elementi che svelano lentamente una storia di reclusione, identità e sopravvivenza. L’immersività favorisce l’empatia storica, fondendo dettagli sensoriali con una narrazione introspettiva, dando vita a un’esperienza educativa e coinvolgente. Ogni tappa dell’esperienza è costruita per essere personale, riflessiva e storicamente significativa.
 "Con questo nuovo progetto abbiamo voluto creare un’esperienza unica ed inedita che emozionasse e – afferma Lorenzo Cappannari, CEO di AnotheReality – facesse riflettere le persone. Grazie alla potenza della realtà virtuale, i visitatori non sono soltanto dei semplici spettatori, ma diventano parte integrante della narrazione stessa. Possono sentire, vedere e vivere ciò che è stato, immergendosi in un contesto storico carico di significato. La tecnologia può senza dubbio essere utilizzata anche per dare voce a storie che devono essere preservate e comprese dalle nuove generazioni. Soltanto così, - prosegue Cappannari – attraverso un’esperienza diretta, possiamo davvero rendere la memoria di questi eventi una lezione di vita per tutti".
 Il percorso ha inizio in una cantina poco illuminata e ricca di suoni, ricostruita sulla base di riferimenti storici e progettata per evocare un senso di isolamento e reclusione. Tramite una voce fuori campo, l’utente riceve indicazioni sulla sua situazione da internato e sull’ambiente che lo circonda. Ad attenderlo, una valigia dove all’interno ci sono alcuni oggetti personali: abiti, una foto di famiglia e un diario. Questi oggetti offrono scorci silenziosi sulla vita del personaggio, invitando l’utente a riflettere sul loro significato. A seguire, l’esplorazione interattiva per poi essere interrotta dai bombardamenti. Alla fine dell’esperienza, il silenzio dove l’utente è sospeso in un momento di dissonanza emotiva e riflessione.