La statua del “Pastore Errante” in cerca di una dimora

Mi sovviene l’opera “Il don Giovanni” scritto da Alessandro Melani e musicato da Mozart, in cui la statua di pietra del commendatore risponde all’invito andando a cena nella casa di chi l’aveva ucciso. 
In questi giorni cammina anche la statua del Pastore di Scanno in cerca di una dimora stabile.  
Se l’amministrazione comunale, però, ha già scelto il luogo, a detta del vicesindaco, non comprendo perché si debba far peregrinare la statua. L’attuale maggioranza ha ricevuto uno stragrande consenso elettorale. Questo, a parer mio, è un eloquente segno di fiducia su tutti i provvedimenti che riterrà opportuno assolvere.
Una democrazia partecipativa non si regge sulla scelta di un luogo dove mettere una statua, ma su problemi strutturali, sociali, da cui dipende il benessere e il futuro di una comunità.
Nella riunione del 25 Agosto con il vicesindaco e con chi aveva date indicazioni in merito alla statua, dissi chiaramente che il centro storico era sacro, perché dono dei nostri avi, e per nessun motivo doveva essere “manomesso”, ma custodito per trasmetterlo a chi verrà dopo di noi. Aggiunsi che la statua del pastore, così com’è stata ideata da Antonio D’Alessandro, non ha una piazza. 
Sabato mattina, 20 Settembre, sono andato a Scanno, diretto alla Piazza Antonio Ciancarelli, per rendermi conto “de visu” dell’effetto che creava in quello spazio. Vi sono arrivato tramite il vicolo che la collega a Viale dei Caduti. Salito l’ultimo gradino mi è apparso il Pastore, che mi ha dato l’impressione di essere addossato al muro della chiesa di San Giovanni per l’esiguo spazio che lo allontana. 
Per una statua alta circa due metri una piazza dovrebbe essere abbastanza ampia per creare un dialogo visivo. Un ambiente ristretto inevitabilmente la soffoca.
Ho chiesto cosa ne pensassero ad alcuni che abitano o hanno delle attività lungo Strada Silla. La riposta è stata quasi unanime contro la scelta di occupare una piazza, ritenuta non idonea per quella statua che non l’abbellisce, ma che crea solo problemi ai furgoni per il carico e scarico delle merci, che vi sostano per lasciare libero il transito delle macchine e a chi l’estate si serve di quella piazzetta per manifestazioni culturali. Oltretutto mi hanno fatto notare che in quel posto Strada Silla è stretta e creerebbe in estate un ingorgo di persone se ci si ferma a guardare il “Pastore”.
Nel ridiscendere per la scalinata che porta in Viale dei Caduti ho incontrato un amico che ha esclamato: “Il povero Paolo Di Loreto si è rigirato nella tomba! Speriamo che il Sindaco agisca con giudizio”.