La domenica letteraria 

Un libretto su “DOVERI E DIRITTI ad uso degli alunni della classe 3.a elementare”

II puntata - Ora, dopo aver sottolineato la seguente frase di Emanuel Kant – “Dormiva, e mi sognava che la vita è Bellezza,/ mi svegliai, e vidi che la vita è DOVERE”-, frase   stampata sul frontespizio, con cui l’Editore Paravia presentò il volumetto, ne riproduco, per motivi di spazio, solo alcuni stralci con qualche eventuale mio commento in corsivo:
“CAPO I – Del dovere in generale.
Chi non ricorda, con animo mesto, la terribile catastrofe di Casamicciola? quando un terribile terremoto seppelliva quasi tutta l’isola d’Ischia? L’amato nostro Sovrano era corso a soccorrere e confortare i pochi superstiti del disastro. Ebbene, si fu allora che un uomo, scampato a stento dalle macerie, grave d’anni e sofferente, colle mani e col viso insanguinati, lacere le vesti, cinse il distintivo del suo ufficio, e si presentò al re Umberto, pronunciando queste nobili parole: Maestà prima di tutto il dovere!
Era il Sindaco di Casamicciola. Infelice! Aveva perduto tutto e tutti i suoi cari, era rimasto solo, vecchio e malconcio, e nonostante, in quel momento di supremo dolorelore, un sentimento sublime gli fece dire: Prima di tutto il dovere!
Che cosa è il dovere? Il dovere è quella obbligazione morale che à l’uomo di operare secondo la ragione e la legge... Come si possono dividere i nostri doveri? Possiamo dividerli in tre specie: Omissis. La suddivisione dei doveri segue al CAPO II
CAPO II= doveri religiosi omissis- vedi precedente nota 2 della I puntata. Si tenga inoltre presente che questa specie di catechismo doveva ancora subire l’influenza della “regina santa” moglie di Ferdinando II re di Napoli.
CAPO III= doveri individuali, sono tre; e si adempiono col provvedere alla salute fisica del corpo: con l’educare rettamente il cuore ed istruire la mente: con conservare sempre onesto il nome e puro l’animo nostro. omissis
CAPO IV= doveri sociali, o verso il prossimo- omissis- qua l’immancabile storiella che descrive il brano evangelico del buon Samaritano, il quale avrebbe assistito un viandante che era stato assalito, derubato e violentato dopo che altri due passanti non si erano occupati di lui lasciandolo dolorante.
Che cosa intendete per prossimo? Sono nostro prossimo tutti gli uomini del mondo, qualunque sia il luogo dove abitano; qualunque sia la loro condizione. Prossimo sono i nostri fratelli ed i nostri parenti, gl’infelici ed i poverelli: insomma tutti gli uomini senza eccezione, perché Dio è padre di tutti, e su tutti spande largamente i tesori della sua beneficenza…. Omissis
CAPO V= Doveri di giustizia. Ad un povero uomo era stata recata grave offesa da alcuni suoi concittadini, e volendo che gli fosse fatta giustizia, si recava spesso da Filippo re di Macedonia, per domandargli udienza. Il re ne lo rimandava sempre col pretesto di non aver tempo. Ma un giorno colui, esacerbato, gli disse: “Cessate di essere Re!”. Filippo comprese tutta la forza di questa espressione e, ascoltate le ragioni del supplicante, gli rese giustizia. Ora a volte il dovere di amministrare la giustizia sembra giustizia? Nel dare agli altri ciò che è a loro dovuto. Omissis.
CAPO VI= Doveri di carità. Omissis… Intendo la virtù, per la quale l’uomo si sente spinto a far del bene a’ suoi simili.
Sapreste dirmi in che consiste il bene morale? Il bene morale consiste nell’additare sempre ai suoi simili la via della essersi arrugginito: al famoso bilanciere difetta la “scrufolette”. (v. la precedente puntata).
Ditemi in che cosa consiste la virtù, che è la via del vero bene, perché la seguano per tutta la vita.
Ditemi ora in che consiste il bene intellettuale? Questo è riposto nell’istruzione  della mente; e consiste nell’insegnare a fuggire l’ozio e l’ignoranza; nel procurare al nostro simile lavoro ed istruzione.
Ed il bene materiale in che cosa consiste? Nel soccorrere il nostro prossimo nei bisogni della vita; col dargli aiuti e mezzi, affinché possa vivere onestamente.
Che cosa vuol dire vivere onestamente? Vuol dire operare sempre secondo i dettami della verità e della giustizia: tenendo per guida, negli atti e nelle parole, la retta coscienza.
CAPO VII= Verso i genitori, la famiglia, i maestri, i benefattori, …: Un giorno del 1787 i carcerati di Vienna adempivano le loro penose ed umilianti fatiche cui erano condannati, spazzando le vie della città, con la catena al piede e scortati dalle guardie; allorché un giovane ben vestito si avvicina ad uno di quelli, e gli stringe affettuosamente la mano. Un signore che si trovava alla finestra, osservò quell’atto, e chiamato a sé il giovine, gli disse: “Non sai che fa vergogna ad un giovane per bene stringere la mano ad un condannato a’ lavori forzati?”. Rispose il giovine, prorompendo in lagrime dirotte: “Ma, signore, quel condannato è mio padre!”
Quanta tenerezza nella risposta del giovane viennese… Qual nobile esempio di rispetto e di amor filiale!
omissis- verso i maestri: L’imperatore Teodosio, entrato un giorno nella sala dove suo figlio soleva studiare, rimase stupito nel trovarlo seduto durante la lezione, mentre il precettore stava in piedi. Rivoltosi a lui con occhio severo, gli disse: “Che è mai questo? Alzati e cedi il posto al tuo maestro.” Il figlio, vergognoso di sé stesso, obbedì.
Severa lezione per coloro che dimenticano le premure e le fatiche de’ propri maestri!- omissis

Quali sono i doveri che abbiamo verso i vecchi? Ai vecchi dobbiamo rispetto, obbedienza e venerazione. Quanti buoni consigli essi ci possono dare pel nostro bene! Pensiamo che la canizie è aureola di esperienza… omissis: l’Autore aggiunge alcune esortazioni sull’osservanza di doveri che discendono dal rispetto per la “canizie”…. Omissis
CAPO VIII= Doveri d’ogni cittadino. Omissis…
Quali sono i doveri d’ogni cittadino? Dobbiamo obbedire alle superiori Autorità, perché esse esercitano su noi un potere che si meritarono, e fu loro conferito pel bene comune. L’Autore sembra esplicitare il significato di “superiori Autorità”: queste sono gli organi attraverso cui lo Stato amministra il potere.
CAPO IX= Pagare i pubblici tributi. Riccardo è un campagnolo cocciuto ed ignorante. Egli rifiuta di pagare le imposte… Le imposte debbonsi pagare: questa è una legge, e alle leggi i buoni cittadini ubbidiscono volentieri, anche a costo di qualsiasi sacrifizio. Ma Riccardo va dicendo che il danaro è suo e non dello Stato: che lo Stato non zappa, non semina, non suda per lui nei campi per procurare il sostentamento alla sua famiglia. Io lo compatisco, poverino! L’ignoranza lo fa ragionare storto. I tributi si pagano da tutti i cittadini… Riccardo nella situazione attuale che concerne la campagna abbandonata, ipotizziamo che si arrangi a fare pure il ferroviere; e con la normativa attuale il modulo della denuncia dei redditi sarebbe tutta assorbita dall’esercizio impiegatizio; quindi oggi potremmo individuare negli evasori alcuni grandi capitalisti locali che scelgono la residenza in Paesi stranieri…
CAPO X= Istruirsi e lavorare. … Non v’à dell’ingegno più nobil tesoro;/ Più nobile gioia non v’à del saper./ Misero chi fra l’ombre/ Dell’ignoranza giace/….// Egli sarà lo schiavo/ Di tutti i prepotenti,….
Perché dobbiamo istruirci e lavorare? Perché l’istruzione ed il lavoro sono fonte di ricchezza; sono le due colonne sulle quali posa il benessere morale e materiale di una nazione civile. Omissis-va sottolineato il fatto per cui questo capitoletto è inserito nel volumetto intitolato “Sui doveri e diritti”.
CAPO XI= Amore verso la patria. Omissis…
Che cosa intendete voi per patria? La patria è il luogo dove noi nascemmo; dove fummo allevati; dove noi abitiamo coi nostri più cari… omissis
pàtria s. f. [dal lat. patria, propr. femm. sostantivato (sottint. terra) dell’agg. patrius «paterno»]. – Il territorio abitato da un popolo e al quale ciascuno dei suoi componenti sente di appartenere per nascita, lingua, cultura, storia e tradizioni (Treccani), cioè in origine il nome deriva da “pater” (lat. “pater”) il quale ha trasmesso alle generazioni successive le consuetudini, le tradizioni e la cultura, ecc. di un popolo che ne è derivato e si è stanziato su un territorio che diventa la sua culla. 
CAPO XII= Doveri dell’operaio. Omissis… L’operaio di quell’epoca era il “bracciale”? Nella conca peligna talora erano i lavoratori che da tempo andavano a prestare l’opera nella Campagna Romana. Questi erano vincolati dagli atti di obbliganza, una specie di contratti di lavoro che poco o nulla rispondevano agli interessi dei bracciali, descritti da B. Ferri ne “I monelli” (Japadre Editore, L’Aquila 1995).
In verità il termine “operaio” oggi ha un altro significato che più spesso attiene all’industria e che… stride alquanto con il contenuto di questo libretto soprattutto per la carenza degli Istituti Professionali.
CAPO XIII= Doveri verso gli animali. Omissis… Le bestie si affezionano alle persone, e talvolta rendono loro grandi servigi. Sulle alte montagne il cane è il salvatore dei poveri passeggieri smarriti nella neve, o sepolti sotto le valanghe… Chi maltratta le bestie sarebbe da tutti creduto di animo cattivo; poiché chi è disumano con le bestie, lo è altresì con gli uomini. Attualmente le motivazioni sull’amore e il rispetto per gli animali sono regolati dal legislatore.
 
CAPO XIV= Diritti dell’uomo. Ditemi un poco che cosa s’intende per diritto? S’intende quella facoltà che à l’uomo di operare liberamente, secondo la ragione e la legge. Omissis- Solo al XIV, cioè al terzultimo capo e in perfetta armonia con il sogno di Kant (….) e dopo aver accennato alla suddivisione dei diritti in naturali, civili e politici, l’Autore dedica un capitoletto al piatto della bilancia doveri-diritti. Ciò è sintomatico, pur restando i due piatti in completo equilibrio.
CAPO XV= Diritti del cittadino. Ci sono Leggi che tutelano questi diritti? Sì: vi è lo Statuto fondamentale del nostro Regno, nel quale sono confermati i diritti civili e politici di tutti i cittadini italiani.
Nominatemi questi diritti. I principali diritti garantiti dallo Statuto sono:
1° Uguaglianza dei cittadini in faccia alla Legge; /2° Libertà individuale;
3° Inviolabilità di domicilio; /4° Diritto di associazione; /5° Libertà di stampa;
6° Sicurezza della proprietà; /7° Diritto di petizione.
Nota: il libretto fu stampato durante il periodo monarchico (Piemonte-Sardegna). Quindi ora al posto dello Statuto abbiamo la Costituzione.
CAPO XVI= Forma del nostro Governo. Omissis- Descrive il Governo Monarchico Costituzionale, ma allora la forma prendeva corpo nel Regno di Piemonte e Sardegna. Accenna allo Statuto, che, come oggi, è la legge fondamentale in tutta la penisola e che si chiama Costituzione.
CAPO XVII= Esercizio dei diritti poltici e delle pubbliche cariche dello Stato.
In che consiste l’esercizio dei diritti politici? Esso consiste in una legale facoltà, per la quale i cittadini che trovansi nelle condizioni indicate dalla Legge, possono essere elettori politici ed amministrativi, e chiamati alle cariche pubbliche. Omissis. E’ curioso che i diritti, da qualche capo, vengano fuori allorché l’Autore tocca l’argomento della politica, cioè dell’ “aiuola che ci fa tanto feroci”. Omissis.
 
FINE DEL VOLUMETTO SUI DOVERI E DIRITTI (continuerà con una terza puntata attinente alle letture)
Fine della II puntata