La speranza per l’Alzheimer: otto "spie" dicono chi è a rischio

Sono i biomarcatori della malattia i possibili sviluppi per nuove cure. Quando la mente inizia perdere qualche colpo? Quando il cervello comincia a sgretolare i ricordi? La scienza è riuscita a individuare la delle malattie neurodegenerative, quel momento in cui i meccanismi della memoria iniziano a incepparsi. L’analisi di una combinazione di otto biomarcatori può permettere di individuare le persone a maggior rischio di sviluppare demenza tra quelle che soffrono di un disturbo cognitivo lieve e, in tal modo, indirizzarli verso trattamenti che agiscono sui meccanismi biologici di sviluppo della malattia. A dimostrarlo sono i primi risultati del progetto Interceptor, promosso e finanziato dal ministero della Salute e dall’Aifa, presentati all’Istituto Superiore della Sanità. I numeri delle demenze, tra le quali l’Alzheimer è quella più frequente, sono quelli di un’emergenza, in Italia oltre un milione di persone sono affette da malattie neurodegenerative, circa 900mila presentano +deterioramento cognitivo lieve, condizione che può evolvere in demenza.