In merito al rischio di aggressività da parte degli orsi

In merito al rischio di aggressività da parte degli orsi (Trentino, in particolare), ecco cosa ci giunge dal Giappone: «Tokyo (AsiaNews/Agenzie) - In Giappone cresce in maniera preoccupate il problema degli attacchi di orsi con conseguenze drammatiche per le persone colpite.
Solo nella giornata di ieri in due episodi separati si sono registrati un morto e quattro feriti; un bilancio tragico pochi giorni dopo che il governo di Tokyo aveva promesso di rafforzare le misure contro questi animali a causa di un anno record di aggressioni mortali che contava già dall’inizio del 2025 nove vittime.  (…) Proprio questa settimana, il nuovo ministro dell’Ambiente giapponese, Hirotaka Ishihara, ha promesso di adottare una linea dura contro il problema, definendo gli attacchi “una questione grave”. “Siamo impegnati a rafforzare ulteriormente le varie misure, inclusa la formazione di cacciatori governativi e la gestione della popolazione di orsi,” ha dichiarato.
Negli ultimi mesi, gli orsi hanno attaccato turisti, sono entrati in negozi e si sono avvicinati a scuole e parchi, specialmente nelle regioni settentrionali. In Giappone vivono due specie di orsi: l’orso nero asiatico, noto anche come orso della luna, e il più grande orso bruno, che abita principalmente l’isola settentrionale di Hokkaido. Ogni anno migliaia di orsi vengono abbattuti, ma a causa dell’invecchiamento della popolazione il numero dei cacciatori è in calo, e questo rende sempre più difficile tenere sotto controllo la situazione.» Si rifletta bene sull’ultima affermazione e su altre precedenti, dove i cacciatori anziché essere denigrati, come avviene da noi, vengono considerati un insostituibile aiuto nella gestione e protezione della fauna selvatica. D’altronde, chi se non loro potrebbero farlo quando si tratta di sparare?
Ma non solo, da notare come proprio lo sparare è considerato il metodo giusto per controllare la popolazione di orsi; e non già la solita proposta tipicamente italiana (forse proprio solo italiana!) di "spostare" i problemi da un luogo all’altro anziché risolverli!